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Bernabè: “Sulle Ngn pronti a collaborare con altri operatori”

L’Ad di Telecom valuta con favore la creazione di una società delle reti per le infrastrutture di nuova generazione. Ma spara ad alzo zero contro le critiche degli Olo sul fronte rame: “Il nostro network fra i migliori d’Europa. Non accettiamo lezioni da chi non ha mai investito sulle reti fisse”

23 Feb 2010

"Le scelte di investimento non possono e non devono in alcun
modo essere influenzate da soggetti che non partecipano
all'investimento. E non accettiamo lezioni sulla qualità della
rete di accesso visto che la nostra infrastruttura in rame è fra
le migliori a livello europeo". L'Ad di Telecom Italia
Franco Bernabè, intervenuto all'evento dedicato alla
presentazione della relazione annuale dell'organo di vigilanza
sugli impegni di Telecom con Open Access, va giù duro contro le
critiche.

"Nelle reti abbiamo sempre investito una parte rilevante dei
nostri ricavi ed intendiamo continuare a farlo", ha
sottolineato il numero uno di Telecom Italia puntualizzando che
"on un rapporto tra investimenti e ricavi domestici di circa
il 15%, Telecom investe molto più di quanto non facciai
Telefonica, circa l'8%, France Telecom, circa l'8% e
Deutsche Telekom, circa il 12%".

"Non possiamo accettare che ci vengano rivolte accuse in
merito ad una presunta scarsa qualità della rete di accesso da
parte di quegli stessi operatori alternativi che per anni hanno
beneficiato delle vantaggiose tariffe di accesso disaggregato,
della buona qualità della rete di accesso e delle sue eccellenti
caratteristiche tecniche. Non accettiamo lezioni quindi da parte di
operatori che nella rete di accesso di rete fissa non hanno mai
voluto o non sono mai stato in grado di investire. Queste critiche
non corrispondono al vero, sono del tutto inappropriate e
offensive".

Bernabè ha inoltre aggiunto che "la titolarità delle
decisioni sugli investimenti spetta a chi investe i propri capitali
e le proprie risorse e rispetto ai quali deve rendere conto solo ai
propri azionisti". "Le scelte di investimento non possono
e non devono in alcun modo essere influenzate da soggetti che non
partecipano all'investimento".

"Per le nuove reti stiamo disposti a considerare e stiamo già
valutando anche collaborazioni con altri soggetti- ha aggiunto
Bernabè – e intendiamo condividere con Agcom e con l'organo di
vigilanza, per un'area specifica, un percorso di
sperimentazione mirato alla sostituzione totale del rame a favore
della fibra".

L'Ad di Telecom ha acceso i riflettori su due progetti allo
studio della PA in Trentino. "Il primo prevede la posa di
fibra ottica per raggiungere il 100% delle centrali che permetterà
il passaggio al full ip. Il secondo prevede invece la creazione di
una società pubblico-privata per la posa della fibra ottica nella
rete di accesso con l'obiettivo di collegare la maggior parte
delle case dei cittadini e contemporaneamente sperimentare la
dismissione della rete in rame".

Bernabè ha puntualizzati che "nella neonata società Telecom
si troverebbe ad acquistare al pari degli altri operatori, e a
prezzi regolati le infrastrutture passive per collegare in fiber to
the home i propri clienti". "Siamo inoltre interessati a
contribuire allo sviluppo di un programma mirato ad accelerare il
processo di migrazione verso una rete in fibra ottica a Milano in
prospettiva dell'Expò 2015".

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