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Bevilacqua (Cisco): “Banda larga, il video è la killer app. Ma servono nuove reti”

L’Ad accende i riflettori sul ritardo italiano: “Le infrastrutture attuali soddisfano le necessità, ma fra cinque anni non saremo in grado di sviluppare nuovi servizi”

07 Ott 2010

"L’Italia ha un problema: l’incapacità di collaborare e
fare sistema. Siamo il miglior paese al mondo per i progetti
pilota. Ma il più delle volte restano tali”. David Bevilacqua,
numero uno di Cisco Italia, dal palco del convegno di Capri
“Giochiamoci il futuro” invita le aziende del comparto Ict a
compattarsi per spingere in particolare la realizzazione di nuove
infrastrutture.

“Abbiamo una rete in grado di supportare le app di cui abbiamo
bisogno oggi. Ma guardando alle app disponibili fra 5 anni siamo in
forte ritardo. E non solo rispetto ai Paesi avanzati: stiamo
accumulando ritardo anche nei confronti di Paesi quali Bulgaria,
Romania, Lituania e Lettonia”, sottolinea Bevilacqua. “È il
video la vera killer app dell’ultrabroaband. Ma per garantirne lo
sviluppo servono precisi prerequsiti. Intanto è chiaro che
l’ultrabroadband è fibra. Una rete moderna deve essere
simmetrica, la capacità di upload e download deve essere la
stessa: cosa impossibile con l’Adsl”.

Bevilacqua richiama l’attenzione anche sul problema della
qualità: “Spesso si pensa solo a caratteristiche quali
penetrazione e velocità. Ma la qualità di un servizio broadband
si misura in termini di simmetria, throughput e latenza”. Il
futuro? È in telepresenza. Per rendere l’idea dei risparmi
possibili, Bevilacqua sottolinea che “abbiamo fatto 160mila
meeting in telepresence risparmiando 636 milioni di dollari in
biglietti aerei, incrementando di 238 milioni la nostra
produttività”.