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Bevilacqua (Cisco Italia): “Banda larga di qualità per tutti”

Intervenendo al nostro forum il neo-Ad di Cisco Italia accende i riflettori sulla necessità di infrastrutture adeguate, in grado di rispondere alle esigenze del Paese: “L’investimento prioritario va fatto alla base”

06 Ott 2009

Quando le prospettive economiche sono incerte, innovare può
sembrare difficile, ma è  sbagliato rimandare le scelte a tempi
migliori: bisogna disegnare oggi una prospettiva per il futuro
oltre la crisi, partendo dai punti di debolezza che l’hanno
innescata, per essere pronti ad affrontare la ripresa.  Uno dei
fattori che rende debole il nostro Paese è l’arretratezza di
base delle infrastrutture tecnologiche: sono disponibili, ma non in
modo uniforme; sono in alcuni casi eccellenti, ma non sfruttate in
tutte le loro potenzialità perché manca personale qualificato,
perché le imprese e i singoli non possono accedere alle reti di
nuova generazione e non sono incentivati a investire in tecnologie
avanzate, perché la ricerca produce soluzioni capaci di
moltiplicare produttività e capacità di innovazione ma manca il
collegamento con la realtà industriale e istituzionale.

Su tutto ciò Governo ed amministrazioni pubbliche hanno ampio
potere di intervento, non solo con risorse e incentivi che
rimuovano tali barriere, ma soprattutto con l’esempio. Un Paese
il cui governo scelga la digitalizzazione, adottando le tecnologie
di rete per razionalizzare il proprio operato, offrendo servizi
evoluti in grado di snellire la comunicazione, far realizzare  un
progetto imprenditoriale, dare accesso alla formazione
specializzata, è un Paese che parte in vantaggio. Il piano E-Gov
2012 è un segnale importante oltre che ambizioso ma non può fare
da volano se la spesa IT per abitante non supera ancora i 40 euro,
contro gli 80 della Francia o i 140 della Gran Bretagna.

In questo scenario, riteniamo che l’investimento prioritario vada
fatto alla base, che è la creazione nel Paese di una rete in banda
larga di qualità, bidirezionale e disponibile ovunque, avendo in
mente le esigenze dei prossimi decenni: è la premessa perché
aziende e istituzioni possano sperimentare i vantaggi delle nuove
tecnologie e immaginare nuovi percorsi di innovazione. Il vero
digital divide, oggi, non separa chi è in grado di usare la rete e
accedervi e chi no, separa chi ha a disposizione una rete che
permette di dispiegare al meglio le potenzialità comunicative,
informative, imprenditoriali e chi si vede frenato
dall’insufficienza delle infrastrutture.

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