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Bits of Freedom accusa Kpn: spia i dati dei clienti

L’associazione a difesa della privacy online sul piede di guerra: la telco olandese starebbe utilizzando la tecnologia Dpi per monitorare l’uso del Voip e dell’Instant messaging. Ma l’operatore assicura: la misurazione riguarda il traffico dati e non i contenuti

16 Mag 2011

La telecom olandese Kpn sotto il fuoco delle critiche dei difensori
della privacy: l’operatore ha rivelato di ispezionare il traffico
di dati mobili dei suoi clienti, pur spiegando di usare la tecnica
della deep packet inspection, o Dpi, per misurare il traffico dati
e non per leggere il contenuto dei dati stessi.

Le rassicurazioni di Kpn non sono bastate però a convincere gli
attivisti dei diritti civili: la telco non vaglia il contenuto del
traffico dei clienti, ma questo "è teoricamente possibile”,
afferma Daphne van der Kroft, portavoce di Bits of Freedom.
"Quando si usa la Dpi, non si guarda solo agli strati
superficiali del traffico dati, ma a quelli profondi, e questo
viola la legge olandese”, nota l’attivista.

Van der Kroft spiega ancora che con l’uso della Dpi l’azienda
telecom è in grado di determinare se i clienti usano l’instant
messaging e può ispezionare tutto il traffico dati sulle reti
mobili, compreso il contenuto delle e-mail.

I clienti mobili di Kpn stanno utilizzando in misura crescente
l’instant messaging e il VoIp al posto delle telefonate e degli
sms e Kpn vuole probabilmente capire l’entità del trend con
l’obiettivo di far pagare questi servizi. In una conferenza con
gli analisti, Kpn ha sostenuto di essere il primo network provider
in grado di sapere se i clienti usano per esempio applicazioni di
messaggistica push, come WhatsApp.

Ma i consumatori sono molto sensibili al tema della privacy e non
gradiscono intrusioni, come dimostrano i casi di Apple (con il
software di location-tracking) e Google (con la cattura
involontaria dei dati privati tramite StreetView), che hanno
sollevato critiche e polemiche. E in Olanda un produttore di
Amsterdam di navigatori satellitari ha scatenato un vero vespaio
dopo che si è scoperto che vendeva i dati raccolti ad altre
società che a loro volta li mandavano alla Polizia, che li usava
poi per i controlli sulla velocità.

Il caso di Kpn, però, evidenzia un’altra questione: se i
consumatori si preoccupano per la privacy, per la telco, primo
operatore di rete mobile olandese con una quota di mercato di circa
il 50%, l’uso crescente dei servizi basati su Ip come WhatsApp o
Ping di Research in Motion sui BlackBerry potrebbe diventare un
problema in termini di erosione dei guadagni.

Ad aprile, Kpn ha emesso un profit warning dopo che il fatturato
dei servizi mobili in Olanda è sceso dell’8,1% nel primo
trimestre e ha annunciato il taglio di 4.000-5.000 posti di lavoro
tra il 2011 e il 2015, pari a circa il 20%-25% del personale nei
Paesi Bassi. L’ex monopolio di Stato ha già dovuto mandare a
casa quasi 10.000 dipendenti dal 2005 a oggi.