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LA SENTENZA

Bollette a 28 giorni, il Tar: “Ricalcolare la multa a Vodafone”

Per il tribunale amministrativo del Lazio si sarebbe dovuto applicare un diverso sistema sanzionatorio. Consumatori in rivolta: “Non c’è pace per gli utenti che attendono i rimborsi”

07 Gen 2019

Va rideterminata la maximulta da 1.160.000 euro inflitta dall’Agcom a Vodafone Italia per aver adottato una cadenza di rinnovo e una periodicità di fatturazione delle offerte di telefonia fissa di 28 giorni, diversa da quella mensile che la stessa Autorità aveva imposto. L’ha deciso il Tar del Lazio nell’ambito di un ricorso con il quale l’azienda telefonica contestava una serie di delibere, a partire da quella del 19 dicembre 2017 e, con motivi aggiunti, fino a ulteriori provvedimenti che a cascata sono stati successivamente emessi.

Secondo il Tar si sarebbe dovuto applicare un diverso sistema sanzionatorio visto che la violazione imputata a Vodafone sarebbe avvenuta nel giugno del 2017 allo spirare dei termini concessi da Agcom agli operatori per adeguare le proprie tariffe.

Nel dettaglio il Tar si è concentrato analiticamente su due temi specifici: quello riguardante la diffida a “stornare gli importi corrispondenti al corrispettivo per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadrisettimanale e ciclo di fatturazione mensile”, e quello dell’irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria di 1.160.000 euro.

In relazione al primo profilo, i giudici hanno osservato come, in seguito a una loro ordinanza, ha ordinato a Vodafone “anziché lo storno economico (con pagamento diretto ai consumatori) dei giorni che sarebbero stati ‘erosi’ mediante la permanenza della fatturazione a 28 giorni, l’emissione tardiva della prima fattura che sarebbe stata regolarizzata con ritorno al periodo mensile”; la conseguenza è “l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse del ricorso introduttivo nella parte che ha ad oggetto la predetta diffida”.

Cosa diversa in tema di sanzione. Il Tar ha osservato che “il presidio sanzionatorio applicato è stato modificato dall’art. 1, comma 43, della legge n. 124/2017 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), entrata in vigore il 29 agosto 2017”; e che “la modifica, in particolare, ha riguardato l’importo del massimo edittale della sanzione prevista”. Appare evidente ai giudici, però, che “nel caso di specie avrebbe dovuto applicarsi il precedente sistema sanzionatorio, atteso che la violazione si è consumata nel mese di giugno 2017, allo spirare del termine concesso dall’Autorità agli operatori per l’adeguamento delle proprie offerte alle prescrizioni, in data quindi antecedente l’entrata in vigore della predetta modifica normativa”. La conseguenza è “la illegittimità della sanzione irrogata di 1.160.000 euro, che va pertanto annullata con conseguente obbligo dell’Autorità di procedere alla rideterminazione dell’importo”.

In rivolta i consumatori. Per il Codacons si tratta ancora una volta di “una decisione dei tribunali che getta caos sulla vicenda delle bollette a 28 giorni”. “Per gli utenti della telefonia non c’è pace, mentre milioni di italiani attendono da mesi i rimborsi cui hanno diritto per aver subito le illegittime bollette a 28 giorni che hanno prodotto un illecito rincaro delle tariffe – spiega il Codacons – Attendiamo ora che l’Agcom ridetermini al più presto la doverosa multa nei confronti di Vodafone, e vigileremo sui comportamenti delle compagnie telefoniche affinché i diritti dei consumatori contro pratiche scorrette e rincari ingiustificati delle tariffe siano adeguatamente tutelati”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’Unc. “Ennesimo rinvio tecnico. Siamo alle solite questioni di lana caprina – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Sono cose da azzeccagarbugli utilizzate dalle compagnie telefoniche per arrampicarsi sugli specchi e rinviare le sanzioni ed il rimborso agli utenti”.

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