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BT Italia incontra i sindacati. Sciolla: “Non faremo dismissioni”

Il piano industriale 2010-2013 prevede 120 licenziamenti ma l’azienda avvia il confronto con le parti sociali per valutarne le modalità. L’Ad: “L’Italia resta un Paese importante”

21 Lug 2010

Investimenti su nuovi prodotti e servizi, razionalizzazione dei
costi esterni e riduzione del personale. Sono i punti più
rilevanti del piano industriale 2010-2013 che i vertici di BT
Italia hanno illustrato questo pomeriggio ai rappresentanti delle
organizzazioni sindacali. Il piano, che rappresenta l’evoluzione
di quello presentato dodici mesi fa, è la risposta della filiale
italiana della multinazionale inglese alla contrazione del mercato
dei servizi di telecomunicazione per le imprese in Italia.

Nel dettaglio la società prevede una spinta in tutti i settori in
cui BT Italia è presente (clientela Corporate, Small and Medium
Business, mercato wholesale e servizi Ict, attraverso il lancio di
nuovi prodotti, attività di marketing mirate ed un rafforzamento
dei diversi canali di vendita); un’ulteriore razionalizzazione
dei costi esterni; un piano investimenti focalizzato su nuovi
prodotti, sullo sviluppo di servizi per i data center e nuovi
sistemi; l’utilizzo sempre maggiore delle best practice di BT
Global Service per l’ottenimento di una maggiore efficacia
operativa; una riduzione del personale diretto di 120
dipendenti.

In questo modo l’operatore intende, da una parte, incrementare
l’efficienza e l’efficacia dei propri processi e con ciò
ridurre sensibilmente i propri costi gestionali, ma al tempo stesso
garantire una struttura operativa adeguata ai volumi di business
del mercato italiano (uno dei più importanti per BT al di fuori
del Regno Unito).

“Malgrado i buoni risultati raggiunti nel corso dell’ultimo
Fiscal Year per garantire a BT Italia di mantenere la leadership
sul mercato business, che purtroppo non mostra significativi segni
di ripresa, siamo costretti ad agire in maniera decisa su tutte le
leve dei costi. – spiega Corrado Sciolla, Amministratore delegato
di BT Italia –. L’Italia comunque continua ad essere un mercato
importante per BT, quindi non sono previste dismissioni, anzi nelle
aree commerciali e in quelle delle consulenza alle imprese
investiremo ampliando le risorse. Rimettiamo al tavolo di confronto
aperto oggi con le organizzazioni sindacali l’individuazione, con
la massima flessibilità, delle modalità di attuazione del
Piano.”