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Caio: “Finito il party delle Tlc. Oggi guadagna chi usa la rete”

Il superconsulente del governo: “Il valore aggiunto va sempre più verso chi produce terminali o fornisce i contenuti”. E per le nuove reti dice: “Serve la collaborazione di tutti”

15 Dic 2009

"Il mestiere di sviluppare la rete sarà sempre più diverso
da quello di fornire servizi su quella stessa rete. Per questo è
ora di cambiare". É la convinzione che Francesco Caio,
vicepresidente di Numura e consulente del governo italiano sulla
rete di nuova generazione, ha espresso a margine della
presentazione del libro sui dieci anni di vita di Fasweb. Caio ha
poi spiegato che per i gruppi di telecomunicazione "il party
sulla rete, che è durato piu' di 100 anni, e' finito. Il
valore aggiunto va sempre più verso chi produce terminali e chi
fornisce i contenuti. “Inoltre più si investe sulla rete e più
la si fa potente e meno si ricava – ha sottolineato -. Chi oggi
crea servizi sulla rete ha il beneficio del valore aggiunto senza
l'onere degli investimenti".

Il superconsulente ha toccato anche la questione  delle nuive
reti. "Bisogna riconoscere che la rete è un monopolio
nazionale e occorre trovare forme di collaborazione per finanziare
lo sviluppo della rete passiva – ha ricordato Caio -. Ecco perchè
bisogna trovare il giusto bilanciamento fra la cooperazione
necessaria per finanziare la rete: nessuno da solo, neanche Telecom
Italia, ha le risorse per farlo. E bisogna lasciare intatta la
concorrenza sui servizi".

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