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Calabrò: “L’Italia retrocede sulla fibra: il Governo intervenga subito”

In calo la percentuale delle connessioni in fibra ottica sul totale degli accessi broadband. Il presidente dell’Agcom: “Manca una cabina di regia. Lo spezzatino delle iniziative non porterà lontano”

15 Apr 2010

"La trasformazione del sistema produttivo italiano in
un'economia digitale può essere una delle determinanti della
ripresa economica. L'Italia con 15 milioni di telefoni
intelligenti è leader in Europa. Ma sulle politiche
infrastrutturali il nostro paese è in una posizione di
arretratezza: è un paese senza ossatura, è un paese molle".
E' quanto scrive il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò
sul Sole 24Ore.

"Per quel che riguarda la fibra ottica negli ultimi quattro
anni la percentuale degli accessi in fibra sul totale degli accessi
a banda larga sul fisso è passata dal 14% al 6%. Un bel salto
all'indietro!. Inoltre anche il tasso di penetrazione della
banda larga in rame è inferiore alla media Ue".

Il presidente dell'Agcom pur riconoscendo "alcuni
importanti percorsi di infrastrutturazione" portati avanti
dagli enti locali lamenta la mancanza di un piano organico.
"Spetta al Governo fare da cabina di regia: ma è senza dubbio
importante l'interazione fra le iniziative degli enti locali e
quelle degli operatori di Tlc, in primis Telecom italia che è
quello che ha la rete di gran lunga più estesa".

Seconco Calabrò "il sistema economico stesso può sostenere
l'onere della banda larga". Ma a patto che si scelga il
"modello adatto", alla stregua di quanto fatto con il
digitale terrestre. "le regioni e gli enti territoriali
possono fare il resto". "Senza lo stock di capitale
infrastrutturale fisico che permetta la messa in rete della
conoscenza l'investimento in capitale umano rederà sempre
meno", sottolinea il presidente dell'Authority in merito
alla spinta della domanda.

Da parte sua l'Agcom "sta portando avanti l'idea di
una riforma della politica europea dello spettro radio", ma a
differenza della Fcc americana l'Authority italiana "non
è stata investita di un mandato specifico dal Parlamento per
quanto riguarda l'infrastrutturazione in fibra ottica"
anche se la legge sulla concorrenza la invita a segnalare alle
Camere gli interventi legislativi necessari allo sviluppo del
sistema delle comunicazioni.

"In questa veste di segnalatore – puntualizza Calabrò –
l'Agcom elaborerà le sue proposte per l'agenda italiana
per lo sviluppo della banda larga: arà un piano articolato in 10
azioni prioritarie che presenterò in luglio al
Parlamento".

In merito al ruolo dell'Europa Calabrò sottolinea che se da un
lato che il National Broadband Plan americano presenta punti di
assonanza con la European Digital Agenda in preparazione presso la
Commissione Ue, dall'altro "l'impostazione è diversa
perché diverso è il ruolo che l'Europa prefigura per gli
Stati membri. Mentre gli Usa varano un vero e proprio piano
governativo per la banda larga, la Commissione Ue ha in cantiere
un'Agenda digutale i cui obiettivi sono quelli di fissare le
proprità e rendere armoniche le politiche degli Stati membri ai
quali resta l'iniziativa ma con forti limitazioni nelle
possibilità di finanziamento a carico della finanza statale".
Ed è in questo "mare di progetti frammentati che rischia di
annegare la prospettiva europea della banda larga".