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Calabrò: “Un errore le frequenze alle tv. Privilegiare le Tlc”

L’affondo del presidente Agcom: “Dall’allocazione del dividendo digitale esterno alle telco un maggiore impatto sul Pil”. D’accordo Neelie Kroes commissario Ue per l’Agenda Digitale: “Reinvestire nelle reti parte degli introiti dell’asta”

10 Nov 2010

“Riallocare le frequenze del dividendo digitale esterno alle
Tlc”. E’ l’auspicio lanciato dal palco del convegno romano di
Ericsson dal presidente Agcom Corrado Calabrò. “Eppure – ha
ricordato – si privilegiano le tv locali che, non avendo risorse
a sufficienza per innovare, spesso occupano lo spettro con il
monoscopio”. Calabrò ha poi ricordato che l’Authority è per
la neutralità della rete, “ma a parità di effetti economici e
ritorni sul Pil: tra Tv e Tlc sono queste ultime le più
vantaggiose”.

D'accordo il commissario Ue per lAgenda Digitale. “E’
necessario spendere parte degli introiti derivanti dall'asta
delle frequenze nello stesso settore, altrimenti ci facciamo del
male da soli – ha detto Neelie Kroes in audizione alle commissioni
congiunte di Camera e Senato -. Di questo sono assolutamente
certa".

"Stamattina ho avuto una discussione interessante su questo
tema: le aste ci sono perché il mercato deve funzionare – ha
proseguito il commissario -. Non è possibile avere gli introiti di
un'asta e spenderli in un settore completamente diverso; esiste
un obbligo in base al quale c'é un obbligo che riguarda quel
tipo di settore".

"Detto questo – ha puntualizzato la Kroes – bisogna trovare
un partner per effettuare l'investimento, a volte ci sono
iniziative private e a volte ci sono partner pubblici, ma alla fine
bisogna riuscire a effettuare e mettere in pratica
l'investimento".
Il commissario ha poi toccato anche il tema del beauty contest.
“Sulla procedura – ha ricordato – le norme sono state
concordate, sono chiare, stiamo seguendo l'evoluzione, siamo
vigili certi che le regole siano rispettate. Devono essere
rispettate".

Il commissario ha infine detto di essere rimasta
''soddisfatta dall'incontro avuto con il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti”. Anche a Tremonti la Kroes ha
suggerito che almeno parte delle risorse derivanti dalla gara per
le frequenze del dividendo digitale esterno tornino al settore del
Tlc.

Tra gli altri temi toccati nell’audizione in Parlamento dalla
Kroes il digital divide sofferto dall’Italia.  “Trenta milioni
di italiani non vanno su Internet – ha ricordato -. Si tratta di
una lacuna che va colmata al più presto. La banda larga ci
permetterà di restare competitivi in Europa, rispetto al resto del
mondo, dove la rete è molto veloce''.

“La banda larga dovrà essere portata a tutti entro il 2013,
mentre quella veloce entro il 2020 – ha avvertito -. Certo servono
investimenti per questo sviluppo, ma gli strumenti finanziari
esistono. Ottocento milioni dovranno essere spesi tra il 2009 e il
2013 per lo sviluppo della banda larga e le reti di nuova
generazione''.

"L'Unione europea ha fissato obiettivi precisi per lo
sviluppo dell?economia digitale della Ue. La Digital Agenda è il
primo dei piani d'azione presentato dalla Commissione nel
quadro della strategia di crescita 2020", commenta Luigi
Gambardella nuovo Chairman di Etno in carica a partire dal prossimo
gennaio. "Credo che questo sia un messaggio molto importante
da parte della UE: il settore dell?economia digitale è considerato
fondamentale per garantire un nuovo ciclo di crescita
dell?economia, soprattutto in termini di effetti positivi sulla
crescita della produttività. Non solo, investimenti massicci per
dotare la Ue di infrastrutture a larga banda sono indispensabili
per garantire la competitività dell'economia europea nel
contesto globale. Questo settore è quindi cruciale sia sul fronte
delle sfide interne del mercato unico che con riguardo alla
dimensione esterna, cioè del mantenimento di una posizione di
primo piano dell'Europa verso le economie emergenti. I target
sono ambiziosi, sia in termini di investimenti in dotazioni
infrastrutturali fisse e mobili che di creazione di un mercato
interno di servizi on line. Sono obiettivi condivisibili e che
richiedono un grande sforzo da parte degli stati membri per
raggiungere un livello comune di sviluppo del settore".

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