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Cavi sottomarini: Goretti (Namex): “L’Italia rischia di perdere una grossa chance”

Il direttore generale del Consorzio che vede in campo i principali operatori di Tlc, Isp e carrier, lancia l’allarme: “Necessaria l’espansione dell’infrastruttura di rete”. Domani a Roma il meeting 2009

03 Nov 2009

L’Italia punta a giocare in prima fila nella geografia dei punti
internazionali di incrocio dei cavi sottomarini – Landing Station
– che portano alta qualità di connessione a terra.

Ed è sul Namex (Nautilus Mediterranean Exchange Point), il punto
d'Interscambio più a sud d'Italia, che sono puntati i
riflettori considerato che il “nodo” rappresenta un importante
crocevia per le autostrade telematiche in particolare per il
collegamento dell’Europa con i Paesi del bacino del Mediterraneo,
Africa e Asia. Il Namex è fra l’altro diventato determinante nel
corso degli ultimi anni per la pubblica amministrazione: ospita
infatti il nodo di interscambio Qxn (Qualified Exchange Network),
nell’ambito del progetto Spc (Sistema Pubblico di
Connettività).

Fondato nel 2001 il Consorzio Namex riunisce tutti i principali
operatori di rete nazionali e internazionali – fra cui Telecom
Italia, British Telecom, Wind – oltre a 30 Isp locali e regionali e
14 carrier. Domani si terrà a Roma, presso la Sala del Chiostro
della Facoltà di Ingegneria dell'Università La Sapienza il
sesto meeting Namex, occasione per fare il punto su progetti e
iniziative da mettere in campo per il futuro prossimo venturo e
soprattutto per affrontare le questioni “critiche”.

“Attualmente l’ingresso e l’uscita dall’Europa verso
l’Asia può avvenire indifferentemente sia da Marsiglia sia dalla
Sicilia – spiega Maurizio Goretti, direttore generale del
Consorzio -. Va da sé che la Landing Station siciliana,
maggiormente sfruttata ed utilizzata dagli Isp italiani darebbe un
ruolo di prestigio all’Italia. Allo stato attuale però il suo
utilizzo è penalizzato più per motivi burocratici che tecnici”.
Secondo Goretti l’Italia rischia di risultare perdente nella
competizione con la Francia. ““Un po' come per gli scali
aeroportuali, la nostra è una corsa nel diventare un punto di
riferimento, un hub per il traffico Internet verso Asia, Africa e
Medio Oriente – continua Goretti – Se il sistema Italia non
prende coscienza dell'occasione che abbiamo e spinge verso
questa direzione rischiamo di perdere un'opportunità
importante”.

Per vincere la partita si rende necessaria – dice Goretti –
un’espansione dell'infrastruttura di rete, “nell'ottica
di una efficace ottimizzazione di costi e livelli di servizio”. E
il meeting di domani promette di essere il luogo ideale ove
programmare lo sviluppo e l'espansione dell'infrastruttura.