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Cavi sottomarini: serve cooperazione globale per una nuova strategia di resilienza



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La rete oceanica che sostiene la quasi totalità del traffico dati internazionale entra in una fase di trasformazione profonda, spinta dalla necessità di protezione e interventi più rapidi. I lavori avviati da organismi multilaterali, governi e industria stanno definendo un nuovo modello di collaborazione. L’analisi dei vertici Itu e Icpc

Pubblicato il 6 feb 2026



Cavi sottomarini Fcc

I cavi sottomarini rappresentano la dorsale fisica che trasporta oltre il 99% del traffico dati internazionale. Superano oggi 1,7 milioni di chilometri e collegano continenti, governi, imprese e cittadini. Il sistema resta però vulnerabile. Secondo i vertici Itu e Icpc, che hanno recentemente analizzato l’evoluzione del settore, “i guasti annuali restano circa 200 e oltre l’80% è causato da attività umane come pesca e ancoraggi”. Il resto deriva da terremoti, tempeste o cedimenti strutturali. Ogni interruzione può tradursi in rallentamenti della connettività internazionale e in impatti economici rilevanti, soprattutto nei Paesi che dipendono da un solo punto di approdo.

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