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Cellulari: Fujitsu e Toshiba verso la joint venture

Costi di sviluppo sempre più alti, mercato domestico saturo e forte concorrenza dei marchi stranieri spingono i produttori giapponesi di handset a unirsi. Nel mirino anche l’espansione all’estero

11 Giu 2010

Fujitsu e Toshiba in trattative per fondere le loro attività nei
telefoni cellulari. I negoziati sarebbero nelle fasi conclusive,
secondo la giapponese Nikkei. Le due aziende dovrebbero formare una
joint venture verso fine anno che, combinando le operazioni legate
al business degli handset, creerà il secondo maggior produttore di
cellulari giapponese dopo Sharp. Fujitsu dovrebbe avere nella
venture la quota di maggioranza.

Fujitsu produce cellulari per Ntt DoCoMo, mentre Toshiba rifornisce
principalmente Kddi. Toshiba ha chiuso gli impianti di produzione
in Giappone nel 2009 e oggi si basa su fornitori esteri per la
fabbricazione. Una scelta dettata dalla necessità di ridurre i
costi, ma che non ha prodotto i frutti sperati: il business di
produzione di handset risulta in perdita nello scorso anno
fiscale.

Fujitsu è riuscita a mettere a segno risultati col segno più, ma
resta vulnerabile per il costo crescente legato allo sviluppo di
device sempre più sofisticati, spiega il Nikkei. Mentre i costi di
sviluppo salgono (si calcolano 10 miliardi di yen o 110 milioni di
dollari per ogni nuovo modello), le vendite di cellulari in
Giappone si sono ridotte di quasi il 40% negli ultimi due anni.
Ciò ha portato a un forte consolidamento sul mercato: già Nec,
Casio e Hitachi hanno fuso le loro operazioni nella telefonia
mobile l’anno scorso.

Nell’anno fiscale 2009, Fujitsu era il terzo maggior produttore
di telefonini giapponese, con 5,18 milioni di handset
commercializzati sul mercato domestico. Toshiba si piazzava
all’ottavo posto, con 1,26 milioni di pezzi. Lo share combinato
è del 18,7%, ma Sharp è molto al di sopra, col 26,2%. “Il
mercato giapponese non è molto grande, e ci sono ancora troppi
produttori”, secondo Mitsushige Akino, chief fund manager della
Ichiyoshi Investment Management. "La fase di consolidamento
non è finita. Anzi, Fujitsu e Toshiba trarrebbero i maggiori
vantaggi da un vero e proprio merger”.

Ma le case giapponesi si uniscono anche per competere con più
forza sul mercato internazionale. I produttori di handset del Paese
asiatico sono stati i primi a portare le fotocamere e la
navigazione Internet sui cellulari, ma oggi hanno solo uno share
del 3% sul mercato globale, secondo Gartner. La crescente
popolarità di Apple iPhone, in Giappone come nel resto del mondo,
è un’ulteriore spinta al consolidamento.