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Chiacchiero e mi ricarico. La voce diventa fonte d’energia

Dall’idea di due ricercatori coreani un dispositivo a base di ossido di zinco che consente di tenere in funzione il cellulare grazie al suono

16 Set 2010

Ricaricare il telefonino semplicemente chiacchierando. L’idea è
venuta a due ricercatori coreani, Young Jun Park e Sang-Woo Kim,
che stanno lavorando a nuove forme di energia alternative. I loro
esperimenti potrebbero consentire presto di ricaricare la batteria
del cellulare attraverso le nostre voci. Così grazie alle
nanotecnologie, la prossima energia rinnovabile sarà proprio la
conversazione.

Per la conversione delle onde sonore catturate dal brusio delle
telefonate, ma anche dal caos del traffico stradale, i ricercatori
hanno sfruttato i principi base della piezoelettricità
(l’elettricità viene creata dalla pressione sfruttando le
proprietà di alcuni materiali, come i cristalli) applicandoli alle
onde sonore.

Il dispositivo si basa su un nanomateriale ottenuto dall'ossido
di zinco. Quando uno strato sottile del materiale disposto tra due
elettrodi viene colpito da un suono di 100 decibel, poco superiore
a quello di una conversazione che è di 60-70, produce 50 millivolt
di energia.

“Nelle cuffie di uno stereo i segnali elettrici vengono
convertiti in suoni – spiegano Young Jun Park e Sang-Woo Kim del
Samsung Advanced Institute of Technology – noi abbiamo dimostrato
che è possibile ottenere l'effetto inverso. L'energia
ottenuta è ancora bassa, ma stiamo lavorando per aumentarla”.

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