Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Chiusa l’asta Lte, incassati 3,94 miliardi

Termina alla 22esima giornata di rilanci la gara per l’assegnazione delle frequenze destinate allo sviluppo del 4G. Il ministro Romani: “Siamo già impegnati per programmare nel modo più efficace le risorse aggiuntive, così da generare ulteriore sviluppo nel settore delle Tlc e delle comunicazioni”.

29 Set 2011

Dopo 22 giornate e 469 tornate si è conclusa oggi alle ore 16.45
l’asta per acquisire le frequenze in banda 800, 1800 e 2600.
Telecom, Vodafone, Wind e H3g si sono aggiudicati le diverse
frequenze per un incasso totale di 3.945.295.100 euro. Queste, in
particolare, le assegnazioni:
– Frequenza 800: si aggiudicano 2 blocchi a testa Vodafone, Telecom
Italia e Wind.
– Frequenza 1.800 : si aggiudicano 1 blocco a testa Vodafone,
Telecom, H3g.
– Frequenza 2.600: si aggiudica 4 blocchi H3g, 4 Wind, 3 Telecom, 3
Vodafone.

Telecom Italia e Vodafone sono le compagnie telefoniche che hanno
speso di più. In particolare, secondo quanto emerge dalla tabella
pubblicata sul sito del minitero, Telecom ha speso 1,26 miliardi,
Vodafone 1,259, Wind 1,12. Fanalino di coda con 305 milioni è H3g
rimasta esclusa dalla banda più pregiata e più costosa, quella
800.

Tutti gli operatori ammessi alla gara 4G possono comunque
presentare entro le ore 12 di lunedì 3 ottobre un’offerta per la
banda 2000 rimasta non assegnata. Le relative offerte saranno
aperte in seduta pubblica alle 14 dello stesso giorno presso gli
uffici del Dipartimento per le comunicazioni del Ministero dello
Sviluppo economico.

Per il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani la procedura
d’asta appena conclusa “è un risultato straordinario, che pone
l’Italia in una posizione d’avanguardia rispetto all’Europa.
In una situazione di mercato difficile, siamo riusciti ad attrarre
una mole ingente di investimenti".

L’incasso complessivo va ben oltre le aspettative: Romani ricorda
che la legge di stabilità "prevedeva un’introito di 2,4
miliardi di euro. Siamo già impegnati per programmare nel modo
più efficace le risorse aggiuntive, così da generare ulteriore
sviluppo nel settore delle Tlc e delle comunicazioni".

In questi anni, dice Romani, "con la forte riduzione del
digital divide, la diffusione della tv digitale, l’arrivo della
tecnologia 4g e con l’avvio del piano delle reti di nuova
generazione abbiamo compiuto e stiamo compiendo una vera e propria
rivoluzione digitale. Siamo impegnati ad andare avanti su questo
fronte innovativo, generando nuove opportunità di crescita e
sviluppo. Ringrazio il dipartimento Comunicazioni del ministero e
le strutture tecniche che si sono adoperate per questo risultato,
un grazie particolare anche agli operatori, per i quali oggi si
apre una nuova stagione”.

Ammonta dunque a oltre 1 miliardo e mezzo il surplus del gettito
rispetto alla base d'asta fissata a 2,4 miliardi di euro. Per
le Tlc italiane si tratta di un esborso superiore, in proporzione
al numero di abitanti (e quindi alle necessità di copertura di
rete), a quanto pagato dagli operatori tedeschi nel corso
dell'asta frequenze che si tenne nel maggio del 2010 e che
fruttò alle casse della Germania 4,4 miliardi.