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Cina, allarme operai Apple: “Divieto di suicidio” per contratto

Inchiesta di due Ong sulle condizioni di lavoro in due stabilimenti della Foxconn, fornitore di iPhone e iPad: “Trattamento disumano, dipendenti trattati come robot costretti a firmare impegno anti suicidio”

02 Mag 2011

I lavoratori delle fabbriche della Apple in Cina trattati “in
modo disumano, come fossero delle macchine”. Questo in sintesi il
risultato di un’inchiesta condotta da due Ong sulle condizioni in
cui versano gli operai cinesi che realizzano l’iPad e l’iPhone,
sottoposti a orari di lavoro disumani per soddisfare la domanda del
mondo occidentale. Lo rende noto il Guardian, riportando
l'indagine condotta da due Ong, secondo cui mezzo milione di
lavoratori cinesi pagati 65 pence all’ora si ammazzano di lavoro,
superando le 60 ore settimanali in produzione per rispondere alle
esigenze del mercato.

La ricerca denuncia orari di lavoro eccessivi e regole draconiane
per i lavoratori di due stabilimenti produttivi di Apple nel sud
della Cina. L’indagine ha inoltre fatto emergere l’esistenza di
un’impegnativa “anti suicidio” che i lavoratori sono stati
costretti a sottoscrivere con urgenza da parte di Apple, dopo la
serie di suicidi verificatisi l’anno scorso nelle file degli
operai dei due stabilimenti.
L’indagine mostra un quadro dettagliato del regime di vita cui
sono sottoposti 500mila lavoratori delle fabbriche nel distretto di
Shenzhen e Chengdu, di proprietà della Foxconn, che realizza ogni
anno milioni di prodotti Apple.

L’indagine accusa Foxconn di trattare i lavoratori in maniera
“disuamana, come fossero delle macchine”.

Secondo le testimonianze rilasciate dai lavoratori intervistati
dalle due Ong, il Centre for Research on Multinational Corporations
e lo Students & Scholars Against Corporate Misbehaviour (Sacom),
“l’abuso degli straordinari è la routine, nonostante il limite
fissato per legge di 36 ore al mese. La busta paga di un
lavoratore, consultata dall’Observer, indica che un operaio ha
fatto 98 ore di straordinario in un mese".

"Pressing da parte dell’azienda per prendere un solo giorno
di riposo ogni 13, per rispondere alla domanda della prima versione
dell’iPad.
In alcuni impianti produttivi, gli operai meno produttivi vengono
umiliati pubblicamente di fronte ai colleghi".

Dormitori iper affollati, che ospitano fino a 24 operai alla volta,
sottoposti a regole di convivenza ferree. Un operaio ha detto che
è stato costretto a sottoscrivere una lettera di scuse per aver
utilizzato illecitamente un fon nel dormitorio.

La scorsa estate, sull’onda di una serie di suicidi fra i
lavoratori della Foxconn, l’azienda ha costretto gli operai a
firmare un impegno scritto di non commettere suicidio,
salvaguardando “le loro preziose vite”.

Foxconn ha cominciato la produzione dell’iPad lo scorso novembre,
e realizzerà 100 milioni di pezzi entro il 2013. L’anno scorso
Apple ha venduto più di 15 milioni di iPad a livello globale, e
quest’anno ne ha già venduti quasi 5 milioni.

Louis Woo, portavoce di Foxconn, ha risposto alle accuse avanzate
dall’Observer ammettendo che qualche volta I lavoratori lavorano
extra, ma che lo fanno sempre su base volontaria. La paga base
nello stabilimento di Chengdu è di 125 sterline al mese per 48 ore
a settimana di lavoro, pari a 65 pence all’ora.

Sull’onda di suicidi che ha investito i lavoratori, che ha spinto
alla realizzazione di reti metalliche sotto le finestre dei
dormitori comuni dei lavoratori, Woo ha detto che “i sucidi non
sono connessi alle condizioni di lavoro. C’è stato un effetto
emulazione, se un lavoratore si toglie la vita, anche altri lo
imitano”.

Apple, in un comunicato, ha reso noto che “l’azienda si impegna
ad assicurare gli standard massimi di responsabilità sociale lungo
tutta la catena di produzione. Apple impone ai fornitori di
impegnarsi al rispetto del nostro codice di condotta per quanto
riguarda la fornitura. Questa è una condizione imprescindibile per
ottenere un contratto con noi. Realizziamo la compliance al nostro
codice tramite un rigoroso programma di monitoraggio, comprese
audizioni nelle fabbriche, piani di azione correttiva e verifiche
costanti”.