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Cloud e smartphone sotto la lente di Pizzetti

L’annuncio del Garante per la Privacy al Forum PA: entro l’estate due documenti sui pericoli per gli utenti connessi all’utilizzo della Nuvola e dei telefonini intelligenti

11 Mag 2011

“Stiamo lavorando da due anni sui temi del cloud computing,
all’inizio assolutamente inascoltati. Ma entro l’estate,
speriamo prima della relazione annuale, pubblicheremo due
documenti, che chiameremo ‘raccomandazioni’, che avranno lo
scopo di spiegare le implicazioni del cloud e le modalità e le
conseguenze dell’uso degli smartphone, dato che già oggi per il
90% lo smartphone è una tecnologia cloud”. Lo ha annunciato il
Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, parlando a un convegno
al Forum Pa sul cloud computing, l’insieme di tecnologie
informatiche che consentono l’utilizzo di hardware e software in
remoto.

“Vogliamo avvisare la gente delle complessità e dei rischi
derivanti dall’uso degli smartphone. Poi come si dice ‘uomo
avvisato mezzo salvato’. E questo riguarda la tutela della
comunicazioni interpersonali, che come si legge anche sui giornali
quando diventa di pubblico dominio può portare a effetti
devastanti. Figuriamoci per quanto riguarda la Pubblica
Amministrazione…”.

Sta emergendo una "versione digitale del concetto di farsi
giustizia da soli". È il timore espresso da Francesco
Pizzetti in un'intervista a La Stampa. "La trasparenza è
diventato il valore dominante e il diritto a conoscere sta
trascolorando – afferma il garante – nel diritto al controllo di
tutto e di tutti".

È in atto una trasformazione delle persone in «controllori» che
rischiano continuamente di essere controllati. "Va benissimo
denunciare le buche in strada, gli abusi edilizi e cose del genere
– prosegue Pizzetti – . Però dobbiamo fare attenzione. Questa
generale voglia di trasparenza è indotta dalla crescente sfiducia
nelle istituzioni, diffusa in particolar modo tra i giovani, che
può portare a qualcosa di più di un salutare controllo sulla
pubblica amministrazione".