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Colaninno: “Sono azionista Telecom. Bernabè pensi al futuro”

L’Ad del gruppo Piaggio replica duramente alle dichiarazioni dell’Ad di Telecom Italia in merito all’Opa Olivetti del 99. “Bernabè chiarisca riguardo alle pressioni che hanno influenzato la sua strategia. Ma soprattutto pensi al futuro”

14 Dic 2009

"Come azionista attuale di Telecom Italia suggerirei
all`amministratore delegato Bernabè di non cercare giustificazioni
improbabili e di passare dalle inutili lamentele sul passato ad una
gestione rivolta alle strategie future della società, che mi
sembrano finora insoddisfacenti e lacunose".

Roberto Colaninno, Ad del Gruppo Piaggio e azionista di Telecom
Italia replica duramente alle dichiarazioni di Bernabè rilasciate
in occasione dell'intervista con Lucia Annunziata durante la
trasmissione 'In mezz'ora' su Rai 3 . "Sono
stupito, ancora una volta, dalle inesattezze relativamente all`Opa
su Telecom realizzata da Olivetti nel 1999". "Chiedo al
signor Bernabè – aggiunge Colaninno – di indicare in modo puntuale
quali siano state le pressioni che hanno influenzato la sua
strategia di resistenza alla legittima e trasparente offerta al
mercato, compiuta all`epoca da Olivetti".

Ieri Bernabè ha dichiarato di non essere disponibile per
"operazioni straordinarie e alchimie finanziarie sulla rete di
banda larga di Telecom Italia". Bernabè ha paragonato
l'attuale situazione all'Opa del 99: "Ora è la stessa
cosa – ha detto Bernabè – ci sono le stesse pressioni miei
confronti, e io non sono d'accordo con operazioni stravaganti.
La società deve tornare ad occuparsi dei suoi clienti".
"Le pressioni per lo scorporo – ha concluso l'Ad di
Telecom Italia – le respingo come feci allora".

Le dichiarazioni di Bernabè hanno suscito anche la reazione dei
piccoli azionisti: "Qual è il Piano di sviluppo di Telecom
Italia?", chiede il presidente di Asati, Franco Lombardi.
"Una volta ceduti importanti asset internazionali quali
Hansnet in Germania, Sparkle, Etecsa a Cuba e Telecom Argentina,
come si immagina di risollevare il trend dei ricavi del Gruppo che
accusano in Italia perdite consistenti in percentuale sia nel fisso
sia nel mobile?".

Il presidente di Asati torna anche sul tema dello scorporo della
rete. "Bernabè non spiega perche non si possa fare una
società a maggioranza Telecom al 60% e l'altro 40%
sottoscritto con aumento di capitale dalla CDP, dai fondi pensione
italiani, dagli operatori alternativi interessati ed altri
possibili protagonisti. Un progetto che Asati da tempo coltiva
tenuto conto che dovrebbe essere prevista una garanzia di tipo
tariffario, come fu fatto per le reti dedicate ai tempi della Sip.
In sintesi la realizzazione graduale della nuova rete ngn in fibra
ottica dovrebbe prevedere remunerative in accordo nei tempi e nelle
modalità con l'Autorità di settore".