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Colao: “In futuro il biz di Internet sarà sempre più mobile”

Il numero uno di Vodafone annuncia la “democratizzazione” dello smartphone. E intanto si fa vicina la cessione di Sfr

14 Set 2010

Il business della trasmissione dati su telefonia mobile, ovvero
internet sul cellulare ''sta esplodendo''. Il
fenomeno ormai non coinvolge più solo ''la parte alta del
mercato'' ma sta ''coinvolgendo le masse'',
aprendo cosiì nuove opportunità per tutto il settore delle
telecomunicazioni. Siamo insomma alla ''democratizzazione
dello smartphone''. A parlare è Vittorio Colao, ceo di
Vodafone, ospite speciale del Nokia World in corso a Londra.

Nel delineare le abitudini di consumo ormai conclamate dei clienti
Vodafone il numero uno della società prevede un futuro prossimo in
cui ''la maggioranza del traffico internet avverrà su
piattaforme mobili''. Internet, insomma, significa sempre
di più telefonino-intelligente. Un mondo che dovrà reggersi su
cinque pilastri: la qualità dei network; la diversità
dell'hardware – "che siano smartphone di fascia alta o
media, tablet, prodotti dedicati ai mercati emergenti,
l'importante è garantire ai consumatori ''scelta e
competitività'' – ; la varietà dei contenuti e dei
servizi – "la diffusione dei social network raddoppierà,
così' come quella dei servizi di navigazione tipo Google map o
Nokia Ovi" -;  il giusto bilanciamento dei prezzi per gli
utenti nonché la corretta ridistribuzione dei profitti tra gli
operatori,  "il che include sviluppatori di app e produttori
di contenuto come i media".

Ecco perchè, per il ceo di Vodafone, la vera scommessa sta
nell'evitare la creazione ''di un sistema di gestione
chiuso, verticale'', ma di scommettere anzi su un ambiente
''aperto'', che non limiti ''la scelta dei
consumatori''. In questo senso Colao vede essenziale
procedere al ''decap'' del mercato delle
applicazioni. ''Altrimenti – ha concluso – andremo verso
uno scenario doev i prezzi si alzano e i volumi
scendono''.

Intanto stamattina il Sunday Times riportava la notizia secondo cui
l'operatore starebbe preparando a vendere la sua quota (44%)
nel carrier mobile francese Sfr. Il probabile acquirente è il
colosso francese dei media Vivendi, che detiene già la quota di
controllo di Sfr (56%).

Citando fonti ben informate, il Sunday Times dà come certa la
vendita della partecipazione francese (che potrebbe valere 7
miliardi di sterline o 8,4 miliardi di euro), ma chiarisce che
Vodafone non affretterà i tempi per la cessione della quota di
minoranza in Verizon Wireless, la sua contestata joint venture
americana con Verizon Communications.



Vodafone ha già avviato la strategia delle dismissioni a inizio
mese con la vendita della partecipazione del 3,2% (per 4,3 miliardi
di sterline) in China Mobile. Il gruppo britannico non rilascia per
ora commenti, ma Il Sole 24 Ore fa notare che l’obiettivo di
Vodafone è liberarsi delle minoranze non strategiche per
concentrarsi su alcuni mercati specifici particolarmente redditizi
in Europa, Africa e India.

Quanto a 
Vivendi, da tempo si era mostrata interessata a
rilevare la quota di Vodafone in Sfr, ma il Chief executive Maurice
Levy aveva dichiarato il primo settembre che non aveva ancora
ricevuto risposte positive da Vodafone e che i due gruppi non erano
in trattative.

 Evidentemente la riorganizzazione strategica
annunciata da Vodafone la scorsa settimana, con lo snellimento
delle unit regionali e l’accorpamento delle partecipazioni di
minoranza in una divisione a parte, ha accelerato i tempi per
questa operazione.

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