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Connettività globale a 1,3 trilioni, sprint dal 5G. Ma le telco faticano sui ritorni



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Le connessioni di quinta generazione salgono a 3 miliardi nel mondo mentre la fibra supera 1,169 miliardi di accessi. Il Capex scende a 303 miliardi. Il business tradizionale resta centrale, ma i nuovi servizi non compensano ancora il peso degli investimenti

Pubblicato il 20 apr 2026



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Punti chiave

  • Report Omdia: mercato della connettività a 333 mld$ nel Q4 2025 (5% annuo) e 1.300 mld$ nel 2025 (4%), crescita moderata ma margini e redditività non decollano
  • Il 5G avanza: 3 mld connessioni (+34% annuo), 69% in Asia; il 4G resta dominante (8,3 mld), ma la monetizzazione degli investimenti è ancora incompleta
  • La fibra FTTx domina (1,169 mld accessi) e il FWA cresce (India 14,5M supera USA 13,9M in 5G FWA); CAPEX 303 mld$ (-2%): serve ritorno misurabile e aumento ARPU
Riassunto generato con AI

Il mercato globale della connettività continua a crescere, ma senza quel cambio di passo che il settore insegue da anni. Secondo l’ultimo report di Omdia, il comparto che comprende mobile, broadband fisso e voce fissa ha raggiunto 333 miliardi di dollari nel quarto trimestre del 2025, con una crescita del 5% su base annua, mentre l’intero anno si è chiuso a 1.300 miliardi di dollari, in aumento del 4%.

Numeri che confermano una dinamica ormai strutturale: il business tradizionale delle telecomunicazioni resta solido, ma continua a muoversi in un quadro di crescita moderata. La domanda di connettività non rallenta, anzi si rafforza con la digitalizzazione dei consumi, del lavoro e dei servizi. Il problema, però, è che questa centralità non si traduce ancora in una crescita altrettanto robusta dei margini e della redditività.

Il 5G continua a correre, ma la monetizzazione resta aperta

Sul versante mobile, il 5G si conferma il motore più evidente della trasformazione in corso. Le connessioni globali hanno raggiunto quota 3 miliardi, con una crescita annua del 34%. Il 4G resta ancora la tecnologia dominante con 8,3 miliardi di connessioni, ma il ritmo di adozione del 5G continua ad accelerare e segnala con chiarezza dove si sta spostando il baricentro del mercato.

A trainare è soprattutto l’Asia, che concentra il 69% delle connessioni 5G globali. È un dato che riflette il peso dei grandi mercati dell’area e la rapidità con cui la nuova generazione mobile sta scalando in termini di copertura, diffusione commerciale e casi d’uso. Tuttavia la crescita delle connessioni, da sola, non basta a risolvere il nodo che accompagna da tempo il settore: come trasformare l’espansione tecnologica in ritorni economici concreti.

Gli operatori continuano a investire per rendere le reti più evolute, più intelligenti e più adatte a sostenere servizi avanzati per imprese e pubbliche amministrazioni. Ma il passaggio dalla crescita infrastrutturale alla piena monetizzazione resta ancora incompiuto. Ed è proprio qui che si concentra oggi la vera sfida industriale delle telco.

La fibra resta centrale, il FWA cambia gli equilibri

Anche sul fronte del broadband fisso il quadro è netto. Le connessioni globali hanno raggiunto 1,6 miliardi e la tecnologia FTTx continua a dominare il mercato, superando 1,169 miliardi di accessi e confermandosi come la piattaforma di riferimento per lo sviluppo delle reti ad alta capacità.

La fibra resta dunque la spina dorsale dell’evoluzione infrastrutturale, soprattutto nei mercati che puntano su affidabilità, prestazioni e simmetria come fattori chiave per sostenere competitività e servizi digitali avanzati. Ma accanto alla fibra cresce sempre di più il ruolo del Fixed Wireless Access, che sta uscendo dalla dimensione di soluzione complementare per assumere una valenza molto più strategica.

Emblematico, in questo senso, il sorpasso dell’India sugli Stati Uniti come primo mercato mondiale del 5G FWA. Nel quarto trimestre del 2025 l’India ha raggiunto 14,5 milioni di connessioni, contro i 13,9 milioni degli Usa. È un passaggio che racconta bene come il wireless fisso stia ridisegnando gli equilibri globali, diventando una leva di crescita in mercati ad alta scala e in contesti in cui può accelerare l’accesso broadband.

Usa e Cina dominano, ma la pressione sugli investimenti non scompare

La classifica globale degli operatori per ricavi da connettività continua a essere dominata da gruppi statunitensi e cinesi, che insieme occupano otto delle prime dieci posizioni, mentre le altre due fanno capo ad aziende giapponesi. È una geografia che conferma il peso dei grandi player dei mercati più maturi e dei sistemi industriali più avanzati, ma non cancella le difficoltà che l’intero comparto continua a vivere.

Nel 2025 il CAPEX globale delle telecomunicazioni si è attestato a 303 miliardi di dollari, in calo del 2% rispetto all’anno precedente. Si tratta di una flessione più contenuta rispetto al 2024, quando la contrazione era stata del 3,5%, e dunque di un segnale meno negativo di quanto potrebbe apparire. Ma il dato conferma comunque che il settore sta entrando in una fase di maggiore selettività nella spesa, dopo anni di forti investimenti su 5G e fibra.

La pressione resta elevata: da una parte gli operatori non possono permettersi di rallentare troppo sul fronte infrastrutturale; dall’altra devono dimostrare al mercato di saper trasformare questi sforzi in nuove fonti di ricavo. Il punto non è più soltanto investire, ma investire con un ritorno misurabile.

Investimenti in nuove tecnologie: il nodo ritorni

“Nel complesso, i risultati del 2025 mostrano che il core business dell’industria delle telecomunicazioni resta altamente rilevante, ma deve fare i conti con forti venti contrari, compresa una crescita lenta, mentre il settore non ha ancora ottenuto ritorni significativi dagli investimenti nelle nuove tecnologie”, spiega Ari Lopes, Practice Leader for Service Provider Markets di Omdia, coglie il nodo centrale.

Le telecomunicazioni restano un’infrastruttura essenziale dell’economia digitale, ma questa rilevanza non coincide ancora con una capacità piena di generare nuovo valore.

Il settore continua a poggiare su un’attività di base che mantiene tutta la sua importanza, ma che si scontra con mercati maturi, pressione competitiva, difficoltà nell’aumento dell’ARPU e tempi più lunghi del previsto nella valorizzazione commerciale delle innovazioni. Il 5G, la fibra e il FWA stanno certamente rafforzando il perimetro della connettività globale, ma non hanno ancora prodotto quel salto strutturale di redditività che molti operatori si aspettavano.

La sfida adesso è trasformare la centralità delle reti in valore

Il messaggio che emerge dall’aggiornamento Omdia è chiaro: il settore non è fermo, né marginale. Al contrario, cresce, investe, abilita la trasformazione digitale di imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini. Ma tutto questo non basta più. Oggi la vera partita si gioca sulla capacità di trasformare la centralità delle reti in una crescita più robusta, meno dipendente dal solo traffico e più legata a servizi, qualità, differenziazione e innovazione.

Finché questo passaggio non sarà compiuto, le telco continueranno a muoversi in una zona intermedia: fondamentali per l’economia digitale, ma ancora alla ricerca di un modello capace di remunerare pienamente gli investimenti fatti.

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