IL REPORT

Connettività mobile traino della crescita in Africa, le telco sempre più aziende di servizi



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Tecnologie e servizi mobili hanno contribuito all’economia africana nel 2025 con 240 miliardi di dollari, pari al 7,8% del Pil, e stimolato 13 milioni di posti di lavoro, mentre gli operatori evolvono in partner della trasformazione digitale di imprese e PA. La Gsma alla filiera tecnologica: più accessibilità per colmare il divario di utilizzo

Pubblicato il 18 giu 2026



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Le tecnologie e i servizi di comunicazione mobile hanno contribuito all’economia dell’Africa nel 2025 con 240 miliardi di dollari, pari al 7,8% del Pil. La mobile economy ha sostenuto circa 13 milioni di posti di lavoro e generato 45 miliardi di dollari di entrate pubbliche, sottolineando il ruolo crescente della connettività mobile nel promuovere la crescita, l’innovazione e la trasformazione digitale in tutto il continente. Lo rileva il nuovo studio “Mobile Economy Africa 2026” della Gsma.

“L’industria mobile dell’Africa sta entrando in una nuova fase di sviluppo. Dopo aver connesso milioni di persone e imprese nell’ultimo decennio, l’attenzione si sta spostando sempre più verso la creazione di maggiore valore attraverso l’intelligenza artificiale, i servizi digitali e nuove forme di innovazione”, sottolinea Vivek Badrinath, Direttore Generale della Gsma. “Per cogliere questa opportunità saranno necessari investimenti continui, politiche che incoraggino l’innovazione e un impegno condiviso per garantire che tutti possano beneficiare delle opportunità create dalle tecnologie digitali. Chiediamo inoltre all’intera filiera tecnologica, compresi i produttori dei componenti che rendono possibili i dispositivi, di riflettere su come il proprio successo sia legato a un mondo connesso e di unirsi a noi per colmare il divario di utilizzo e rendere questo mondo più accessibile e conveniente per tutti.”

La crescita della mobile economy in Africa

Il report rileva che l’industria mobile africana sta entrando in una nuova fase di sviluppo. Dopo aver dedicato l’ultimo decennio all’espansione della connettività, gli operatori si stanno concentrando sempre più sullo sfruttamento del pieno valore delle reti digitali per consumatori, imprese e governi.

In tutto il continente, gli operatori tlc si stanno evolvendo oltre il loro ruolo tradizionale di fornitori di connettività per diventare partner della trasformazione digitale, implementando l’intelligenza artificiale (Ai), espandendo i servizi digitali e aprendo le funzionalità di rete agli sviluppatori tramite Api standardizzate.

Secondo una ricerca di Gsma Intelligence, il 79% degli operatori in Africa identifica la trasformazione digitale come un obiettivo aziendale primario.

Le telco dalla connettività al valore

Gsma prevede che, entro il 2030, le tecnologie e i servizi mobili contribuiranno con 290 miliardi di dollari all’economia africana, grazie alla crescente adozione del digitale e al continuo supporto della connettività mobile per la produttività, l’innovazione e lo sviluppo economico in tutta la regione.

Inoltre, gli operatori di telefonia mobile in tutta l’Africa investiranno oltre 76 miliardi di dollari in infrastrutture di rete tra il 2024 e il 2030 e l’adozione del 5G potrebbe raggiungere il 21% delle connessioni mobili totali nel 2030.

Tuttavia, come sottolineato da Badrinath, proprio l’adozione è il nodo critico: la sfida digitale per l’Africa si è spostata dall’espansione della copertura di rete alla garanzia che persone, imprese e governi possano beneficiare appieno della connettività esistente.

ll gap dell’Ai: non parla le lingue dell’Africa

La Gsma evidenzia un altro punto. In tutta l’Africa, gli operatori Tlc stanno implementando sempre più l’intelligenza artificiale per migliorare le prestazioni della rete, rafforzare l’esperienza del cliente e supportare nuovi servizi digitali. Tuttavia, l’Africa ospita oltre il 30% delle lingue del mondo, mentre i principali modelli di Ai attualmente disponibili sono ancora prevalentemente addestrati sull’inglese e su altre lingue con un’ampia disponibilità di risorse.

Attraverso iniziative come il programma Gsma “Modelli linguistici di Ai in Africa, dall’Africa, per l’Africa”, gli stakeholder del settore stanno lavorando per rafforzare le basi in termini di dati, capacità di calcolo, talenti e politiche necessarie per lo sviluppo dell’Ai guidato dall’Africa.

Le misure necessarie all’innovazione

Lo studio dell’associazione dell’industria mobile evidenzia anche la diffusione del programma Gsma Open Gateway, che consente agli operatori di fornire Api di rete standardizzate a sviluppatori e imprese. Queste funzionalità contribuiscono a sbloccare nuovi servizi digitali, supportando al contempo la prevenzione delle frodi, la verifica dell’identità e la fiducia digitale in settori quali i servizi finanziari, l’e-commerce e la pubblica amministrazione digitale.

Secondo l’associazione, le scelte politiche giocheranno un ruolo cruciale nel determinare se l’Africa sarà in grado di cogliere appieno questa prossima ondata di crescita digitale. Incentivi agli investimenti, disponibilità di spettro, misure di accessibilità economica e certezza normativa influenzeranno il ritmo dell’innovazione, dell’adozione digitale e dell’implementazione delle infrastrutture in tutto il continente.

Mobile economy in Africa, la sfida dell’adozione

Un’ultima nota che emerge dallo studio: i progressi evidenziati non possono far passare in secondo piano la sfida dell’adozione della tecnologia mobile. Sebbene le reti a banda larga mobile coprano ormai la stragrande maggioranza della popolazione in Africa, circa il 63% delle persone vive in aree coperte ma non utilizza internet mobile. In confronto, solo il 9% rimane al di fuori della copertura a banda larga mobile.

Secondo la Gsma, l’accessibilità economica rimane il principale ostacolo all’adozione di internet mobile in gran parte del continente, insieme alla carenza di competenze digitali e ad altre barriere sociali. Per questo il report ribadisce l’importanza di iniziative volte a migliorare l’accessibilità economica dei dispositivi, ad ampliare le competenze digitali e a creare un ecosistema digitale più inclusivo.

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