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Dalla Ue un monito all’Italia: più Ict per uscire dalla crisi

Il presidente di DigitalEurope Cosgrave: “Il governo deve sfruttare le opportunità per creare un mercato più robusto e muoversi verso la ripresa economica”

12 Apr 2010

L’Italia deve impegnarsi di più per raccogliere sfide e
opportunità create dall’Ict. E’ questo l’appello emerso nel
meeting organizzato da DigitalEurope (l’associazione che
rappresenta l'industria del settore Telecomunicazioni,
Informatica ed Elettronica di Consumo in Europa) al Parlamento
europeo, alla fine dello scorso marzo.
Aprendo la discussione alla presenza di Sergio Cofferati, membro
della Commissione Crisi finanziarie, e di Vittorio Prodi, membro
della Commissione Envi (Ambiente, Salute pubblica e sicurezza
alimentare), il presidente di DigitalEurope, Bridget Cosgrave, ha
sottolineato che l’Ict può ricoprire un ruolo abilitante per
l’economia italiana. “L’Italia ha un eccezionale mercato di
telefonia mobile- ha sottolineato Cosgrave -. L’industria e
italiana e il governo dovrebbero sfruttare le opportunità
presentata dai consumatori per creare un mercato ancora più
robusto e muoversi verso la ripresa economica”.

A fare da eco al presidente, il commissario all’industria e
vice-presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, che ha
ricordato che “una delle azioni strategiche di Eu2020 è la
focalizzazione sull’agenda digitale e la diffusione delle linee
Internet ad alta velocità”.
Il Commissario ha inoltre ricordato l’importanza di un mercato
unico europeo considerato “strategico per la competizione delle
imprese europee”.
“L’Ict può svolgere un ruolo importante nelle crescita
economica – ha ribadito Tajani -. Ma questo è possibile solo se
si utilizza manodopera altamente specializzata, all’interno di un
mercato del lavoro moderno e dinamico”.

Cristiano Radelli, vice presidente di Anitec (Associazione
nazionale delle industrie Informatica, Tlc ed elettronica di
consumo) ha,a sua volta, ricordato la centralità nello sviluppo di
nuove reti di Tlc. “Urge un piano concreto per la realizzazione
di nuove infrastrutture – ha rimarcato Radaelli -. Particolare
attenzione deve essere data alle reti di nuova generazione che
darebbero un forte e solido impulso all’economia italiana tutta.
É necessario, dunque, un ‘calendario’ che detti i tempi delle
realizzazione e un contesto che permetta agli operatori di
investire correttamente e ai produttori di servizi di elaborare
nuove strategie industriali”.

All’evento hanno partecipato anche i rappresentanti
dell’industria italiana di “eccellenza”. Tra questi Nicola
Ciniero, Ad di Ibm Italia; Federico Rigoni, Ad di Nokia Siemens
Networks Italia; Claudio Lamperti, Ad di Panasonic Italia; Clara
Pelaez, Vice President Marketing, Strategy, Public & Economic
Affairs di Ericsson South East Europe e Franco Micoli, responsabile
Regulatory & Public Affairs – Italy & Central Mediterranean
Countries di Alcatel-Lucent.