Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Deutsche Telekom “salva” le revenue grazie a Ote

Il quarto trimestre 2009 si è chiuso con una timida crescita (+0,9%): l’acquisizione di Ote a febbraio dello scorso anno ha fatto raddoppiare le entrate in Europa sud-orientale

25 Feb 2010

Timida crescita del revenue per Deutsche Telekom nel quarto
trimestre 2009: +0,6%, per un totale di 16,20 miliardi di euro. Un
risultato positivo reso possibile dal takeover di Ote che ha
aiutato a contrastare la discesa delle entrate sul mercato
nazionale. Il revenue in Germania è infatti diminuito del 3,1%, a
6,40 miliardi di euro; la divisione Systems Solutions ha perso
l’8,1%, a 2,39 miliardi di euro e le vendite negli Usa hanno
subito una flessione del 15,7% a 3,66 miliardi di euro per effetto
del cambio negativo e della pressione della concorrenza. Male anche
le entrate in Europa, scese dell’11,5% a 2,47 miliardi di euro,
soprattutto a causa di risultati deludenti in Uk e Polonia.

L’acquisto di Ote a febbraio 2009 ha invece aiutato le entrate
della divisione dell’Europa sud-orientale a crescere più del
doppio, a 2,59 miliardi. L’Ebitda del gruppo è migliorato
dell’8,6% a 5,07 miliardi di euro e la perdita netta si è
ridotta a 3 milioni da 730 milioni. DT ha detto che il programma di
tagli di Save for Service ha generato risparmi per 5,9 milliardi di
euro e contribuirà a ridurre i costi del gruppo per altri 4,2
miliardi entro il 2012.

Per l’anno in corso, invece, il gruppo prevede un Ebitda di circa
20 miliardi di euro, contro i 20,7 del 2009, e un cash flow di 6,2
miliardi contro i 7 dell’anno scorso, a causa della persistente
incertezza economica. L’azienda si è tuttavia impegnata a
restituire 10 miliardi agli azionisti, il che significa un
dividendo minimo di 70 centesimi di euro per share l’anno, e il
restante tramite buyback di azioni. Il dividendo per il 2009 resta
invariato anno su anno a 78 centesimi per share.