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Dividendo digitale, appello dell’Etno a Bruxelles: “Sbloccare subito lo spettro”

Il presidente Gambardella: “Sviluppare i network mobili sulle frequenze del digital dividend costa quattro volte meno e riduce di due terzi il numero delle stazioni radio”

01 Mar 2011

Appello dell’Etno, l'Associazione delle telco europee, alla
Commissione Europea per una rapida aperture delle frequenze del
dividendo digitale, allo scopo di accelerare lo sviluppo della
banda larga europea nelle aree rurali. Questo il messaggio che
arriva da Bruxelles, in occasione del workshop organizzato
dall’europarlamentare Gunnar Hökmark, responsabile del Radio
Spectrum Policy Programme (RSPP) Decision in the Industry, Trade
and Research Committee.

“Il Radio Spectrum Policy Programme è un’occasione unica per
ottenere un utilizzo più armonico e flessibile dello spettro e per
stimolare maggiori investimenti in innovazione nelle reti mobili
– dice Massimiliano Simoni, presidente Etno dello Spectrum
Working Group – La mancata apertura delle frequenze del dividendo
digitale in tempi rapidi, sarebbe un grave danno per l’Europa sul
fronte del business ma anche per l’intera società e ovviamente
un duro colpo per l’Agenda Digitale”.

Il Radio Spectrum Policy Programme ha come obiettivo quello di
mettere a punto una strategia a lungo termine a livello di Ue che
riguarda lo spettro. L’obiettivo è incrementare le certezze
sulla disponibilità di banda per gli investitori, per i player
dell’arena delle Tlc e per gli utenti finali (consumatori e
aziende) nell’area Ue.

“Sviluppare i network mobili sulla banda del dividendo digitale
richiede investimenti quattro volte inferiori che sulle frequenze
più alte. Inoltre sarebbe necessario un numero di stazioni base
tre volte inferiori. Accelerare l’apertura della banda del
dividendo digitale sarà un contributo importante per colmare in
digital divide a costi contenuti, in linea con gli obiettivi
dell’Agenda Digitale”, aggiunge Luigi Gambardella, Executive
Board Chairman di Etno.

L’apertura delle bande del dividendo digitale, come ad esempio
quella Uhf (Ultra High Frequency), cioè i segnali a radiofrequenza
trasmessi nella banda che va da 300 MHz a 3 GHz è finalizzata alla
realizzazione a prezzi più contenuti dei network wireless a banda
larga. Secondo l’Etno, si tratta di una decisione essenziale per
raggiungere gli obiettivi di copertura universale contenuti
nell’Agenda Digitale, comprese le aree rurali, con reti veloci e
superveloci.

Etno appoggia la proposta della Commissione per l’allocazione
della banda a 800 Mhz ai Servizi di Comunicazione Elettronica in
Europa entro il 2013, contenuta nella bozza del documento
finale.

Secondo stime, in Europa il traffico dati in mobilità passerà dai
30mila terabyte del 2009 ai due milioni di terabyte del 2015. In un
contesto del genere, l’allocazione addizionale di bande di
spettro al segmento mobile e dei servizi wireless a banda larga è
condizione imprescindibile per rispondere alla domanda e per
spingere l’innovazione tecnologica e dei servizi. Per questo
motivo, i membri dell’Etno concordano con le proposte della
Commissione di esaminare l’apertura di frequenze aggiuntive per
soddisfare la crescente domanda di spettro.