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Entro il 2015 il 90% degli inglesi a 25 Mbps

L’ambizioso obiettivo annunciato dal ministro della Cultura: perdere la sfida del broadband è come mettere “il freno a mano” alla crescita del Paese. Intanto il regolatore Ofcom avverte: per sostenere il boom del traffico mobile servono nuove frequenze e femtocelle

16 Mag 2011

Il governo britannico ha definito un ambizioso obiettivo per lo
sviluppo della banda larga nel Paese: entro il 2015 il 90% della
popolazione dovrà essere connessa ad almeno 25 Mbps. Jeremy Hunt,
ministro della Cultura britannico, ha dichiarato nel discorso che
ha tenuto in occasione dell’evento Race Online 2012, che gli
investimenti nella banda larga renderanno la Gran Bretagna più
competitiva e la porteranno al livello di nazioni molto evolute
come la Corea del Sud.

"Se mettiamo l’acceleratore allo sviluppo della banda larga
veloce possiamo far correre di più anche la nostra economia”, ha
detto Hunt. “Se non riusciremo a investire nel broadband, invece,
sarà come tirare il freno a mano sulla nostra crescita”.

La Gran Bretagna ha ancora molta strada da percorrere. Secondo lo
studio State of the Internet di Akamai, la velocità media a cui
navigano gli inglesi è oggi di 4,4 Mbps. Solo la città di
Bradford, che offre il servizio di banda larga a 6 Mbps, ha la
velocità media di navigazione più alta del Paese e si colloca al
99mo posto al mondo.

Per consentire al Regno Unito di scalare posizioni, il governo
fornirà fondi pari a 858,4 milioni di dollari, garantendo che
anche le aree più remote abbiano accesso al broadband. Ma gran
parte del compito di portare il Paese nella rivoluzione della banda
larga spetterà ai privati, a partire da British Telecom: il suo
piano per l’implementazione della fibra ottica (Fttx)
raggiungerà, secondo le intenzioni, due terzi della popolazione
entro il 2015. Contemporaneamente, anche i provider alternativi si
stanno muovendo, da Virgin a un consorzio guidato da Fujitsu e di
cui fanno parte TalkTalk, la stessa Virgin Media e Cisco per
costruire una rete in fibra open access nelle aree rurali.

Mentre fissa i suoi obiettivi per la banda larga, la Gran Bretagna
si interroga anche sulle soluzioni che potranno rispondere alla
crescente domanda di dati sulle reti mobili. La Ofcom ha fatto
sapere che le attuali tecnologie 4G non saranno sufficienti e che
dovranno essere sostenute da nuovo spettro e dall’utilizzo delle
small cell.

Spiega il regolatore del mercato telecom britannico: la prima
generazione delle reti Lte in Uk sarà 3,3 volte più efficiente,
dal punto di vista dello spettro, rispetto alle reti 3G standard,
fornendo quella capacità extra che è fondamentale per soddisfare
l’accresciuta domanda di dati mobili. Tuttavia, questa maggiore
efficienza da sola non basterà: occorreranno nuovo spettro e una
progettazione intelligente della rete, compreso l’uso di piccole
celle, come le femtocelle e le picocelle.

La Ofcom parla con i dati alla mano: l’Umts Forum e gli analisti
di Idate hanno fatto sapere in questi giorni che il traffico sulle
reti mobili mondiali crescerà ogni anni di 127 esabyte di qui al
2020, un incremento di 33 volte rispetto al 2010, e i device
connessi saliranno a un miliardo entro il 2016. Secondo il
presidente dell’Umts Forum, Jean Pierre Bienaimé, la banda C,
attualmente riservata agli operatori del satellite, potrebbe essere
resa disponibile agli operatori mobili.

La Ofcom fa eco a queste dichiarazioni e fa sapere che l’asta,
prevista per il 2012, delle bande degli 800 MHz e dei 2.6 GHz
comincerà col fornire agli operatori “parte” dello spettro
aggiuntivo di cui hanno bisogno. Il regolatore nota che la
quantità di spettro che sarà messa in gara rappresenta tre quarti
di tutto lo spettro mobile oggi in uso in Gran Bretagna.