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Ericsson licenzia in Svezia. E la “colpa” è dell’upgrade tecnologico

In mobilità 950 dipendenti nelle città svedesi di Gavle e Boras. Il piano di ristrutturazione prevede il consolidamento dei siti produttivi delle nuove stazioni base

09 Dic 2009

Piano di ristrutturazione in Svezia per la Ericsson: il produttore
svedese di apparati di rete ha deciso di tagliare 950 posti di
lavoro (sul totale di 18.000 nel Paese), chiudendo completamente le
sue attività nella città di Gavle e ridimensionando il personale
nella città di Boras. Colpa della crisi, della concorrenza nel
core business o dei cambiamenti nella tecnologia?

A detta del portavoce  Gary Pinkham è l’introduzione di
stazioni base più piccole di nuova generazione, che richiedono
meno attrezzature, a spingere la Ericsson a questa dolorosa scelta
che arriva “dopo aver preso in considerazione diverse alternative
e condotto analisi approfondite”, come ha dichiarato Jan
Wassenius, capo della produzione e logistica di Ericsson.

Le trattative con i sindacati svedesi sul piano di ristrutturazione
sono già state avviate. A Gavle saranno interessati tutti gli 856
dipendenti Ericsson, mentre a Boras saranno mandati via 90
impiegati su 1.037. Come ha spiegato Pinkham, l’azienda intende
consolidare la produzione nei siti delle città svedesi di Kumla e
Katrineholm, insieme a quelli dell’Estonia, che sono più
focalizzati sulla realizzazione di componenti per le stazioni base
rispetto ai siti interessati dalla ristrutturazione.  Il programma
dovrebbe essere completato per la fine del 2010.
 

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