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Ericsson: “Puntare sui servizi per sopravvivere sul mercato”

Bergendahl, chief marketing officer: “Le aziende siano pronte ad affrontare l’era della net society e dei device sempre connessi”

27 Ott 2010

L’industria delle telecomunicazioni sta attraversando un periodo
di grandi trasformazioni alla fine del quale alcuni player non
esisteranno più. A dirlo è il colosso svedese delle
infrastrutture di rete Ericsson: "Le industrie passano dalla
fase dell’installazione a quella dell'attivazione e gestione
delle reti e aver avuto successo nella prima fase non vuol dire
riuscire anche nella seconda", ha dichiarato Johan Bergendahl,
chief marketing officer di Ericsson, in una presentazione al
Broadband World Forum di Parigi.

“Ricordate i produttori di pc Sinclair, Commodore e Compaq? Erano
grandi aziende, eppure oggi non esistono più, o sono state
inglobate da altre compagnie", ha sottolineato Bergendahl.

Come mettersi al riparo e sopravvivere? Secondo Bergendahl
l’industria delle telco deve rianalizzare attività, strategie e
alleanze spinta dal fatto che la banda larga viene adottata a più
livelli e si diffondono nuovi tipi di device sempre connessi. “Lo
scenario è cambiato. Il focus sarà sempre più sui servizi che
raggiungono qualunque device al costo più basso possibile. E la
distinzione fisso/mobile conterà sempre meno”, ha detto
Bergendahl.

“Stiamo diventando una network society”, ha continuato il top
manager Ericsson, “ma le reti devono diventare più semplici, non
solo da gestire ma anche da scalare”. “E’ un tempo di grandi
trasformazioni, ma può voler dire anche grandi opportunità”, ha
concluso Bergendahl con una nota di ottimismo. "Per chi si è
preparato alla rivoluzione della banda larga, questa potrebbe
essere la più grande chance mai presentatasi”.