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Ericsson, secondo trimestre sotto le attese

La casa svedese chiude il periodo aprile-giugno con utile netto a 341 milioni di euro, in aumento del 59%, inferiore alle stime degli analisti. Sui risultati pesano le perdite di Sony Ericsson e ST-Ericsson e il calo di redditività del networking in Europa

21 Lug 2011

Ericsson, il primo produttore mondiale di apparecchiature di
netowrking, ha chiuso il secondo trimestre con ricavi e utili sotto
le attese degli analisti. Lo rende noto il Wall Street Journal,
precisando che il risultato inferiore alle previsione è dovuto in
parte ai costi di ristrutturazione e alla solidità della corona
svedese, che hanno penalizzato le vendite sul fronte
networking.

L’azienda ha chiuso il secondo trimestre con ricavi per 54,8
miliardi di corone (6 miliardi di euro), in aumento del 14%
rispetto allo stesso periodo del 2010. L’utile netto, inferiore
alle stime degli analisti, è cresciuto del 59% a 3,2 miliardi di
corone (341 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2010,
ma è calato del 21% rispetto al trimestre precedente. Il margine
operativo lordo è stato del 37,8% nel secondo trimestre, rispetto
al 39% dell’anno scorso.

La riduzione del Mol è stata imputata alla riduzione dei margini
dei contratti di network mobili basati su tecnologia 3G e dei
progetti di modernizzazione delle reti in Europa. Altri progetti
del genere sul mercato europeo sono attesi nella seconda metà del
2011 e metteranno sotto pressione la redditività dell’azienda,
riferisce il Financial Times.

L’azienda svedese ha registrato un calo del 6% dell’utile
operativo, a 5 miliardi di corone, deludendo le previsioni del
mercato. Il calo è parzialmente dovuto a costi di ristrutturazione
per 1,7 miliardi di corone, anticipati rispetto ai programmi, a
causa del programma di pre pensionamento ed esubero volontario in
atto presso le attività svedesi del gruppo.

L’utile netto è stato penalizzato, a sorpresa, dalle perdite
nette per 50 milioni di euro nel secondo trimestre da parte di
Sony Ericsson, il braccio mobile dell’azienda in
joint venture con Sony. Perdite ascritte alla carenza di
componentistica, in seguito al terremoto giapponese di marzo e alla
contrazione della domanda di telefonini tradizionali.

Ericsson ha inoltre fatto capire che potrebbe ricorrere ad una
svalutazione in ST-Ericsson, la joint venture con
STMicroelectronics specializzata in semiconduttori nel settore
wireless, che ha registrato perdite nette per 221 milioni di
dollari nel secondo trimestre, dovuti in primo luogo al calo della
domanda per i suoi prodotti destinati ai cellulari. La joint
venture ST-Ericsson ha chiuso il secondo trimestre del 2011 con
vendite nette in calo a 385 milioni di dollari rispetto ai 444
milioni del trimestre precedente e ai 544 milioni di un anno
fa.

La perdita netta del gruppo è salita a 181 milioni di euro (-149
al 31 marzo e -118 milioni alla fine del secondo trimestre del
2010).

La perdita operativa si attesta a 222 milioni di euro rispetto al
rosso operativo di 148 milioni di euro del secondo quarto del 2010.
Il trimestre si chiude con una perdita netta 221 milioni di euro.
La posizione finanziaria netta del gruppo al 30 giugno è negativa
per 427 milioni di dollari. Per il terzo trimestre la società si
attende vendite sostanzialmente stabili.

Hans Vesterberg, Ceo di Ericsson, ha detto che la forza della
divisa svedese ha pesato sui ricavi aziendali, aggiungendo che le
vendite del secondo trimestre sono aumentate del 27%. Le vendite
sul mercato Usa sono calate nel trimestre terminato a giugno.

Pierre Ferragu, analista di Bernstein, ha detto che la unit servizi
di Ericsson, che si occupa dei network mobili degli operatori, ha
chiuso il secondo trimestre di seguito in calo. Il margine
operativo della unit è stato del 5% nel secondo trimestre,
rispetto al 12% dell’anno scorso. L’analista ha aggiunto che i
risultati di Ericsson hanno avuto un impatto negativo anche sul
competitor Alcatel-Lucent.