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Etno: la Ue spinga su Ngn e mercato unico digitale

L’associazione condivide la strategie di Ue2020: Bartholomew: “Siamo pronti ad assumere un ruolto attivo per dare forma alle politiche dell’agenda digitale”

12 Mar 2010

Per l’Etno l’Europa sta andando nella giusta direzione mettendo
tra le priorità della strategia Eu 2020 lo sviluppo delle reti e
dei servizi ultraveloci su banda larga, considerati motore
fondamentale di crescita, innovazione e benessere. “Occorre
riconoscere il potenziale dell’Ict di promuovere una crescita
sostenibile, capace di beneficiare l’intera economia e società,
e impegnarsi perché tale potenziale si concretizzi. In un contesto
di ripresa economica, portare avanti l’Agenda digitale è un
mezzo per stimolare la crescita in tanti settori”, ha dichiarato
Michael Bartholomew, direttore dell’Etno. “I membri dell’Etno
sono pronti ad assumere un ruolo attivo nel dar forma alle
politiche dell’Agenda digitale e a svolgere la loro parte
investendo in servizi innovativi e reti ultraveloci di nuova
generazione”, ha aggiunto Bartholomew.

L’Agenda digitale avvantaggerà l’economia e la società
europea anche perché le reti ultaveloci su banda larga
permetteranno la creazione di un singolo mercato dei contenuti
online. Per raggiungere gli obiettivi fissati, l’Etno chiede alla
Commissione europea di concentrarsi in particolare su alcune
priorità. Innanzitutto, stimolare la realizzazione delle reti di
accesso di nuova generazione e l’adozione dei servizi che
abilitano, promuovendo l’innovazione nel nostro continente.
Come si può lavorare in questa direzione? Secondo l’Etno,
aumentando gli incentivi agli investimenti privati, mettendo a
punto misure concrete per spingere le imprese, soprattutto le pmi,
a integrare pienamente le Ict nel loro business (per esempio
tramite incentivi fiscali) e incoraggiando i cittadini ad
abbracciare il broadband, anche con strumenti quali la riduzione
dell’Iva per i servizi di banda larga retail e iniziative che
aumentino l’alfabetizzazione digitale.

Altra priorità sarà sfruttare al massimo le risorse dell’Ict
per raggiungere i target di riduzione delle emissioni di CO2. Si
dovrà promuovere il trasferimento di conoscenze da un settore
all’altro per consentire lo sviluppo e l’applicazione di
soluzioni Ict e prevedere incentivi per i settori pubblico e
privato a sviluppare strategie di approvvigionamento sostenibile e
a scegliere sempre più capillarmente i nuovi strumenti a basse
emissioni messi a disposizione dalla banda larga.

Infine secondo l’Etno è fondamentale creare il singolo mercato
europeo dei contenuti digitali, eliminando le barriere che oggi
persistono (armonizzando le regole sulla protezione dei dati, sul
copyright e l’Iva) e incoraggiando lo sviluppo dell’offerta di
contenuti digitali attraenti e legali (permettendo tra l’altro
alle società di collecting di siglare licenze su più Paesi),
sempre garantendo, come prevedono i severi standard europei, il
rispetto dela privacy e la protezione dei dati personali.

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