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Fastweb punta ai clienti di BT. Trattativa per 250mila contratti

L’investitore di riferimento, Swisscom, ha dato mandato all’amministrazione delegato, Stefano Parisi, di valutare possibili operazioni di crescita per linee esterne

16 Dic 2009

Concorrenza agguerrita, troppe spese per la pubblicità,
fidelizzazione incerta: aumentare il numero di clienti per le
società di tlc è diventato sempre più complicato, ma Fastweb, il
principale concorrente di Telecom Italia, ha pensato bene di
aggirare l’ostacolo, scrive Repubblica, e non limitarsi a cercare
nuovi abbonati ad uno ad uno, ma comprarli in blocco da un altro
operatore.

Secondo fonti finanziarie, a breve sarebbe destinata a partire una
trattativa tra i manager di Fastweb e quelli di Bt Italia che avrà
come oggetto la cessione di una parte dei 250mila clienti che ora
fanno capo a Bt. Si tratta soprattutto di aziende e di pubbliche
amministrazioni, chiarisce Repubblica, settore in cui il gruppo
italiano controllato da British Telecom è leader. In questo modo,
Fastweb potrebbe rafforzarsi in un segmento ad alta redditività
(quello delle piccole e medie imprese), oltre a mettersi al riparo
dalla possibile perdita dei contratti con le pubbliche
amministrazioni: nel 2010 scadono una serie di concessioni che
verranno rimesse in gara.

Bt Italia si è costituita nel 2006, inglobando le attività di
Albacom e Atlanet; ha 12mila chilometri di fibra ottica in Italia e
dà lavoro a 1.570 persone. La trattativa, che sarà guidata
direttamente dai numeri uno delle aziende, Stefano Parisi per
Fastweb e Corrado Sciolla per Bt, partirà subito dopo Natale,
secondo il quotidiano romano, anche se ci sarebbe già stato un via
libera di massima per l’apertura del tavolo da parte del socio di
riferimento di Fastweb, l’ex monopolista elvetico Swisscom. I
manager di quest’ultima hanno datto mandato a Parisi di valutare
altre possibili operazioni di crescita per linee esterne, se capita
l’occasione. Non è un mistero, conclude Repubblica, che Fastweb
abbia cercato di inserisi nella trattativa per la tentata vendita
di Tiscali, più di un anno fa. Per ora Parisi nega un
interessamento al gruppo di Renato Soru, ma un altro possibile
obiettivo potrebbe essere la filiale italiana di H3g, nel caso il
suo proprietario (il miliardario di Hong Kong Li Ka Shing)
decidesse di uscire dal mercato italiano delle tlc.

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