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Fibercop, 1800 prepensionamenti nel 2026: accordo con i sindacati



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Siglato con Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Uilcom un’intesa basata sullo strumento dell’isopensione previsto dalla legge Fornero: il piano riguarda i lavoratori che raggiungeranno i requisiti di anzianità di servizio entro novembre 2031 ed escluderà le aree di attività strategiche, a partire da quelle dedicate all’esecuzione dei progetti Pnrr

Pubblicato il 3 feb 2026



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Slc Cgil, Fistel Cisl e Uil Uilcom hanno firmato con Fibercop un accordo per accompagnare alla pensione fino a 1800 lavoratrici e lavoratori con lo strumento dell’isopensione, previsto dall’articolo 4 della legge Fornero.

Si tratta, come spiega una nota diramata dalle sigle sindacali, di lavoratori che raggiungeranno i requisiti per la pensione anticipata, quindi di anzianità di servizio, entro novembre 2031. In questo scenario, la società guidata da Massimo Sarmi punterebbe a raggiungere circa 800 adesioni.

Nessun impatto sui progetti del Pnrr

L’intesa arriva al termine di un percorso costruito insieme alle parti sociali e fondato sulla libera scelta delle persone, in una fase caratterizzata dall’introduzione di nuove tecnologie, nuovi processi e nuove competenze.

La principale novità rispetto a quanto ipotizzato nei primi confronti, risalenti a settembre 2024, è che l’applicazione dell’articolo 4 non è più generalizzata, ma applicata a specifici cluster organizzativi. Sono escluse le aree che, per esigenze tecnico organizzative e di pianificazione delle attività operative, richiedono un incremento o una sostanziale stabilità dell’organico.

Fibercop, d’altra parte, in occasione del primo ricorso alle uscite volontarie aveva fermato il processo per le troppe richieste provenienti proprio da quelle aree con le professionalità giudicate fondamentali per la vita dell’azienda.

Il documento evidenzia che il bacino di uscita è stato prioritariamente individuato tra le aree non impegnate nella realizzazione degli obiettivi strategici aziendali legati al Pnrr, in particolare sulle consegne da effettuare entro il primo semestre 2026.

Al termine del primo blocco di uscite di giugno, sindacati e azienda si incontreranno per valutare eventuali correttivi funzionali in previsione della seconda finestra di uscita di novembre.

I principali punti dell’accordo e la critica al governo

L’accordo di prepensionamento prevede più nello specifico fino a un massimo di 1800 uscite volontarie nel corso del 2026. A questo si aggiungono fino a cinque anni (60 mesi) di scivolo per accesso alla pensione e due finestre d’uscita al 30 giugno 2026 e al 30 novembre 2026. È prevista inoltre una clausola di salvaguardia per tutelare le lavoratrici e i lavoratori da eventuali modifiche peggiorative per l’accesso alla pensione.
“L’inserimento della clausola di salvaguardia è particolarmente importante”, osserva Slc Cgil nazionale. “Visto che il governo continua a peggiorare le norme sulla previdenza non si può rischiare che nel corso dell’applicazione dell’accordo i lavoratori restino per strada”.
Il giudizio positivo del ricorso allo strumento dell’isopensione per governare gli effetti della trasformazione del lavoro in atto nel settore delle telecomunicazioni, si accompagna in Slc al “profondo rammarico per la scarsa attenzione mostrata dall’esecutivo verso un settore strategico per il sistema Paese”.

Scarsa attenzione che, secondo i sindacati, si traduce nel mancato finanziamento del contratto di espansione, nell’assenza di strumenti funzionali alla riprofessionalizzazione, nell’indisponibilità del governo a sostenere e alimentare il Fondo bilaterale di settore.

“Questo e altro”, precisa Slc, “limitano le possibilità negoziali e gli strumenti offerti alla contrattazione per agevolare gli effetti sul lavoro di una trasformazione digitale sempre più invasiva nei processi produttivi

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