Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

CRESCITA 2.0

Fibra ottica, a carico delle telco le spese condominali

È quanto prevede un emendamento al dl Crescita 2.0 approvato in commissione Industria del Senato a firma dei leghisti Massimo Garavaglia e Luciano Cagnin. Allentati anche i vincoli del decreto Pisanu. E per l’affidamento dei servizi pubblici locali arriva l’obbligo di relazione su web

30 Nov 2012

F.Me.

Le spese condominiali per la fibra ottica saranno a carico degli operatori. È quanto prevede un emendamento al dl Crescita 2.0 approvato n commissione Industria del Senato. “L’operatore di comunicazione ha l’obbligo, d’intesa con le proprietà condominiali – si legge nel testo dell’emendamento – di ripristinare a proprie spese le parti comuni degli immobili oggetto di intervento nello stato precedente i lavori e si accolla gli oneri per la riparazione di eventuali danni arrecati”. Inoltre la commissione ha votato a favore di un emendamento all’art. 14 (14.6), a firma Massimo Garavaglia e Luciano Cagnin (Lega) in cui si specifica che per le infrastrutture a banda larga e ultralarga “devono prioritariamente essere utilizzati gli scavi già attualmente in uso per i sottoservizi”.

È stato accolto un emendamento di Enzo Ghigo (14.31) che aggiorna la legge 155 del 2005 (sul contrasto del terrorismo internazionale o cosidetto decreto Pisanu) prevedendo, per chi usa dispositivi mobili “abilitati al solo traffico telematico” o “che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche o punti di accesso ad Internet possono essere identificati e registrati anche in via indiretta, attraverso sistemi di riconoscimento via sms e carte di pagamento nominative”.

Novità anche sul versante autocertificazioni per gli impianti in banda larga dopo l’ok all’emendamento 14.32 all’articolo 14, sempre a firma del senatore Ghigo: “Sono soggette ad autocertificazione di attivazione da inviare contestualmente all’attuazione dell’intervento all’ente locale e agli organismi di controllo, le installazioni e le modifiche degli impianti radioelettrici per trasmissione punto-punto e punto-multipunto e degli impianti radioelettrici per l’accesso a reti di comunicazione ad uso pubblico con potenza massima per antenna singola inferiore o uguale a 10 watt e con dimensione della superficie radiante non superiore a 0,5 mq”.

Per la PA digitale, il Senato spinge sui micropagamenti. La commissione ha infatti approvato alcuni emendamenti identici (15.10-13), ma di parlamentari di diversi gruppi, sui “micro pagamenti” delle pubbliche amministrazioni centrali e periferiche, che prevede la possibilità di effettuarli “mediante strumenti elettronici di pagamento se richiesto delle imprese fornitrici”. La definizione di “micro pagamenti” è rimandata a un decreto ministeriale, da pubblicarsi entro il 1° marzo 2013, in relazione al volume complessivo del contratto.

Infine arriva la relazione web per l’affidamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Un emendamento dei relatori al decreto Sviluppo prevede che “per assicurare il rispetto della disciplina europea, la parità tra gli operatori, l’economicità della gestione e di garantire adeguata informazione alla collettività di riferimento, l’affidamento del servizio è effettuato sulla base di apposita relazione, pubblicata sul sito internet dell’ente affidante, che dà conto delle ragioni e della sussistenza dei requisiti previsti dall’ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta e che definisce i contenuti specifici degli obblighi di servizio pubblico e servizio universale, indicando le compensazioni economiche”.