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Fine dell’era flat per il traffico wireless? Verizon ci fa un “pensierino”

Dick Lynch, Cto del carrier americano, apre all’ipotesi di tariffe a consumo per evitare i colli di bottiglia creati da chi invia e riceve files pesanti

15 Gen 2010

Il Chief technology officer di Verizon Communications non ha dubbi:
gli operatori mobili finiranno con l’essere costretti a cambiare
i metodi di tariffazione del traffico voce e dati e a far pagare in
base a quanta ampiezza di banda si usa. E questo perché ci sono
alcune persone che svolgono spesso operazioni che “succhiano”
banda e intasano la rete, come mandare e ricevere una grande
quantità di files molto pesanti. Il Cto Dick Lynch (nella foto)
afferma che gli attuali piani tariffari, che permettono accesso
illimitato a un costo mensile flat, incoraggiano l’abuso delle
reti wireless, soprattutto da parte di un piccolo gruppo di
cosiddetti "bandwidth hogs", gli ultrà dello scambio di
files su rete mobile.

In un’intervista rilasciata al recente Consumer electronics show
di Las Vegas, Lynch ha detto che gli operatori mobili potranno far
fronte all’aumento dell’uso di Internet dal cellulare nei
prossimi anni migliorando e aggiornando la tecnologia. Ma sul lungo
periodo, ha continuato Lynch, i carrier avranno bisogno di più
spettro e di nuovi piani tariffari che incoraggiano a un uso più
responsabile della banda. Da tempo il Cto della Verizon si
pronuncia a favore di prezzi “a consumo” e non flat, proprio
come accade per l’acqua e la luce, anche se per il momento, ha
assicurato, Verizon non ha alcun progetto di modificare i piani
tariffari esistenti.

Le aziende telefoniche hanno introdotto le tariffe flat
all’inizio del decennio per spingere i clienti che usavano i
telefonini principalmente per la voce a sperimentare anche il
traffico dati, aumentando la loro spesa. La domanda di dati è
esplosa dal 2007, dopo che la At&t ha lanciato l’iPhone della
Apple e altri produttori hanno portato sul mercato vari modelli di
smartphone capaci di collegarsi a Internet. Ma oggi sempre più
utenti usano il dispositivo wireless per accedere alla Rete e
questo comincia a causare dei colli di bottiglia, in particolare
per la At&t nelle grandi città come New York e San Francisco.
Questi problemi del carrier americano sono guardati con attenzione
dalle altre aziende del settore: tutte sono consapevoli che
potrebbe essere necessario gestire diversamente il traffico sulla
rete. La stessa At&t si dice aperta ad adottare metodi alternativi
di tariffazione, anche se non ha in programma modifiche nei prezzi
nell’immediato futuro.

La tariffazione “a consumo”, secondo Lynch di Verizon,
beneficerebbe gli utenti medi, che di solito non scambiano tanti
files pesanti, ma che si trovano a subire i rallentamenti del
traffico causati dai "bandwidth hogs" (e a pagare il loro
sovra-utilizzo della rete); inoltre, spingerebbe  gli sviluppatori
di applicazioni per cellulari a rendere i software più efficienti:
i consumatori sceglierebbero le applicazioni per musica, video e
altri servizi capaci di “succhiare” meno banda.