IL PROGETTO

Formazione digitale per i detenuti, accordo Tim-Giustizia

Si punta a creare competenze utili al reinserimento nella società. Nel carcere di Opera a Milano i reclusi faranno assistenza tecnica sui prodotti di rete fissa dell’operatore

06 Feb 2020

L. O.

Formazione digitale a sostegno del reinserimento dei detenuti nella società. E’ il frutto dell’accordo fra Tim e il ministero della Giustizia, che punta a offrire ai carcerati l’opportunità di svolgere un vero lavoro nel corso del periodo di detenzione.

Il protocollo d’intesa è stato siglato oggi dal Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Francesco Basentini e dal Chief Public Affair Officer di Tim Alessandro Picardi.

La prima applicazione dell’accordo prevede la partecipazione di detenuti della Casa di Reclusione di Milano Opera allo svolgimento di attività di formazione professionale e assistenza tecnica sui prodotti di rete fissa commercializzati da Tim grazie all’accordo della società Tlc con l’azienda Service Trade.

Reinserimento nel mercato del lavoro

In particolare l’accordo consentirà di sviluppare congiuntamente iniziative che possano fornire alle persone detenute formazione ed esperienze professionali idonee al mercato del lavoro, oltre ad intervenire sui fattori di disagio sociale. Inoltre si punta a rafforzare la collaborazione tra soggetti pubblici e privati per promuovere sviluppo e progresso sociale.

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Non saranno coinvolti solo i detenuti: l’accordo prevede di avviare interventi formativi rivolti anche ai dipendenti del ministero della Giustizia per favorire l’apprendimento e l’utilizzo delle tecnologie digitali.

Tim metterà a disposizione le iniziative di “Operazione Risorgimento Digitale”, il progetto di educazione digitale itinerante nelle 107 province italiane che, con oltre 400 formatori, vedrà coinvolti un milione di cittadini, piccole e medie imprese e dipendenti pubblici.

È prevista una fase iniziale di selezione dei candidati idonei, scelti tra quelli a bassa pericolosità e con pene ridotte, che saranno avviati a percorsi di formazione professionale e di orientamento alle competenze digitali, in linea con i nuovi trend tecnologici e le richieste del mercato del lavoro. Dopo un periodo di affiancamento “on the job”, finalizzato a rendere i detenuti del tutto indipendenti nello svolgimento dell’attività, avrà inizio il lavoro di assistenza tecnica vera e propria.

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