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France Telecom, crescono i clienti ma le revenue precipitano

Clienti a quota 189,1 milioni di clienti, in crescita del 6,6%, ma le revenues del terzo trimestre hanno registrato una flessione del 6,4%

29 Ott 2009

France Telecom soffre per la recessione economica e i tagli dei
prezzi imposti dai regolatori: nel terzo trimestre dell’anno in
corso le entrate sono scese a 12,686 miliardi di euro, -6,4%
rispetto allo stesso trimestre del 2008. Nel dettaglio, il revenue
è diminuito dell’1,6% in Francia, del 4,7% in Spagna, del 7,1%
in Gran Bretagna e del 10,4% in Portogallo. Il tasso di cambio
negativo ha invece significato 2,8 punti percentuali in meno sulla
crescita delle vendite. L’Ebitda e’ diminuito dell’8,0% a
4,558 miliardi di euro, facendo di conseguenza scendere il margine
dal 36,5% di un anno fa a 35,9% quest’anno. Dopo spese per
capitale (capex) di 1,207 miliardi di euro, il flusso di cassa
libero (free cash flow) ammonta a 3,351 miliardi.

I dati finanziari poco brillanti sono tuttavia bilanciati da
risultati positivi in termini di presenza di mercato. A fine
settembre France Telecom contava un totale di 189,1 milioni di
clienti, in crescita del 6,6% rispetto a un anno prima. Gli utenti
mobili del colosso francese sono aumentati di 3,3 milioni  nel
solo terzo trimestre, arrivando a 128,8 milioni. La base clienti
per l’Adsl è salita del 6,0% anno su anno a 13,4 milioni e il
numero di abbonati ai servizi Tv è cresciuto del 67% a 2,9
milioni. Per il quarto trimestre, l’azienda prevede un andamento
del revenue in linea con quello del terzo e un Ebitda congruo con
quello dei primi nove mesi dell’anno, mentre il capex dovrebbe
salire.

Per l’intero anno, le spese per capitale rappresenteranno meno
del 12% delle entrate, mentre il flusso di cassa dovrebbe superare
gli 8 miliardi di euro dell’anno scorso. France Telecom ha detto
che proseguirà col suo piano di riduzione dei costi avviato a
inizio anno e con il programma “Orange 2012” (che fissa
obiettivi finanziari e strategici per la filiale mobile); restano
confermate le strategie sulla “riduzione del debito, la
distribuzione dei profitti e le acquisizioni selettive”.