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France Telecom in frenata. Nel mirino i mercati emergenti

Deludenti i risultati finanziari dell’operatore che punta a rimettere in moto la crescita investendo 7 miliardi nei Paesi emergenti: quasi tutti i nuovi abbonati mobili del 2010 arrivano da Africa e Medio Oriente

24 Feb 2011

Non brillano i risultati finanziari di France Telecom: le revenues
del quarto trimestre 2010 ammontano a 11,7 miliardi di euro, in
crescita del 4,1% rispetto a un anno prima grazie al tasso di
cambio favorevole e all’acquisizione di Mobinil in Egitto, ma su
base comparabile il dato rappresenta un calo dello 0,5%. In Francia
in particolare il fatturato è in calo dello 0,8% nel quarto
trimestre e i ricavi dagli utenti business sono scesi del 3,5%.
L’adjusted Ebitda è cresciuto dell’1,5% a 3,6 miliardi di
euro, ma su base comparabile è in flessione del 3,9%. Il margine
è diminuito dal 31,5% di un anno prima al 30,7% nel quarto
trimestre 2010.

Per l’intero 2010, gli utili prima degli interessi e delle
imposte sono scesi a 15,6 miliardi di euro, contro i 15,8 miliardi
dell’anno prima – un risultato comunque superiore alla stima di
15,4 miliardi degli analisti sentiti da Bloomberg – mentre le
revenues sono salite dell’1,5% a 45,5 miliardi di euro.

La base clienti del gruppo si è allargata del 6% l’anno scorso e
ora ammonta a 209,6 milioni. I clienti mobili sono 150,4 milioni,
in aumento del 9,1% grazie soprattutto a Africa e Medio Oriente:
dei 12,5 milioni di nuovi abbonati, 11,1 milioni arrivano da questi
nuovi mercati. I clienti della banda larga fissa sono 13,7 milioni
a fine 2010; di questi 455.000 si sono aggiunti l’anno scorso.
Gli abbonati alla tv sono cresciuti del 28% a 4,1 milioni.

Il fatturato “aumenterà lievemente” nel 2011, prevede France
Telecom, ma il margine Ebitda scenderà di un punto percentuale.
Per Saeed Baradar, specialista del settore telecom della Societè
Generale a Londra, i risultati di France Telecom sono
“sufficientemente solidi” ma il “profilo di rischio sia nel
segmento mobile che fisso è in aumento sul mercato
domestico”.

Per questo il gruppo guidato dal Ceo Stephane Richard è
concentrato innanzitutto sul mantenimento dei margini e delle quote
di mercato in Francia, dove la concorrenza è destinata a
aumentare. “Ci sarà un quarto player mobile e questo introdurrà
una certa pressione sui prezzi in Francia nel 2011”, ha
dichiarato il chief financial officer Gervais Pellissier. Alle
rivali tradizionali Vivendi e Bouygues, si aggiungerà infatti
quest’anno anche Iliad, che ha già fatto sapere che darà
battaglia sui prezzi dei servizi mobili.

Al tempo stesso, Richard vuole diffondere il marchio Orange sui
mercati emergenti in forte espansione, compresi Africa e Medio
Oriente che promettono di rimettere in moto la crescita del gruppo:
il Ceo ha detto che spenderà 7 miliardi di euro in accordi nei
Paesi emergenti di qui al 2015, cercando di raddoppiare il giro
d’affari in queste regioni del mondo.

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