Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

France Telecom pronta a un accordo con Google

Colloqui in corso tra Stephane Richard e Larry Page. Sul tavolo la possibilità di tariffe differenziate in base all’utilizzo e una condivisione delle revenue dagli abbonamenti premium

03 Giu 2011

Se non puoi combatterli, fatteli amici. Il vecchio adagio torna
d’attualità per France Telecom, che si è dichiarata pronta ad
allearsi con Google e gli altri player di Internet e discutere
insieme nuovi modi di generare e condividere i guadagni.

Come riporta l’agenzia di stampa Reuters, l’amministratore
delegato del colosso francese delle telecomunicazioni, Stephane
Richard, ha anticipato in un incontro con gli investitori che
France Telecom potrebbe annunciare qualche importante partnership
con le Internet companies della Silicon Valley già nelle prossime
settimane.

Ai giornalisti Richard ha rivelato di aver discusso con Google la
possibilità di aumentare la segmentazione dell’accesso alle reti
telecom, proponendo delle tariffe più alte a quegli utenti che
vogliono un servizio di maggiore qualità, per esempio una
connessione più stabile o più veloce.

In uno scenario del genere, le due aziende partner – la telco e
la Internet company, per esempio (in via del tutto ipotetica) Ft e
Google – potrebbero dividersi le revenues extra generate tramite
la differenziazione dei livelli di servizio. “Larry Page mi ha
detto di essere aperto a una possibilità del genere e disposto ad
aprire una trattativa”, ha affermato Richard riferendosi al suo
incontro con il co-fondatore di Google.

Come noto, France Telecom – e tutte le telco – devono
fronteggiare il forte aumento del traffico sulle loro reti mobili,
determinato dalla popolarità degli smartphone e dall’utilizzo di
video e navigazione Internet dai cellulari. Questa crescita
esponenziale del traffico dati non ha però generato un analogo
boom dei guadagni. Dopo aver più volte attaccato le aziende del
web perché sfruttano le infrastrutture delle telco senza doversi
occupare di investimenti, Richard è pronto a una tregua – purché
i guadagni vengano divisi per due e non finiscano tutti nelle casse
dei big di Internet.