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Francia, il gran rifiuto di Sfr: non aprirà la rete a Free

L’Authority per la concorrenza chiede di favorire l’ingresso di Free nella telefonia mobile, ma Sfr dice no: “Abbiamo speso 300 milioni per il 3G, perché dovremmo dare accesso a Free gratis?”

16 Giu 2010

Due giorni fa l’avviso dell’Autorità per la concorrenza
francese, che, con l’intento di agevolare l’ingresso di Free
sul mercato della telefonia cellulare, ha chiesto a Orange, Sfr e
Bouygues Telecom di aprire al nuovo operatore le loro reti 3G entro
il 2012. Oggi la risposta delle telecom: tutte storcono il naso, ma
Sfr esprime un no deciso.

Sfr ha fatto sapere che esclude qualunque accordo per far passare
sulle sue reti di terza generazione Free, del gruppo Iliad, leader
delle connessioni Internet e che ora si appresta a diventare il
quarto operatore mobile del Paese. Ma solo passando attraverso le
reti degli operatori concorrenti Free Mobile riuscirà a
commercializzare i suoi servizi entro il 2012.

"Free ha avuto la possibilità di scegliere se essere un
operatore virtuale di tipo Mvno (senza rete), o un operatore di
rete”, dichiara il direttore generale di Sfr, Frank Esser, su Les
Echos. “Ha scelto di diventare un operatore di rete e ciò
comporta l’obbligo di realizzare le infrastrutture. Noi abbiamo
speso 300 milioni di euro lo scorso mese per acquistare delle
frequenze 3G”, aggiunge Esser. “Non vedo perché dovrei dare a
Free accesso gratuito”.

Sfr, come Orange e Bouygues Telecom, teme che Free finisca con
l'evitare gli impegni relativi alla costruzione
dell’infrastruttura: la sua licenza la obbliga a coprire l’85%
della popolazione francese entro il 2018, ma secondo le concorrenti
potrebbe accontentarsi di passare sulle reti altrui e rinviare la
realizzazione della propria.

La regolamentazione prevista dall’Arcep obbliga attualmente gli
operatori a trattare con i rivali la condivisione delle reti di
seconda generazione, mentre su quelle di terza generazione
l'ente non si è ancora pronunciato. L'Autorité de la
concurrence si è però espressa a favore della firma di accordi
sul 3G tra Free e gli altri carrier mobili per “attenuare il
rischio di distorsione della concorrenza in Francia”.

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