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Fusione At&t/T-Mobile. DT non ha un piano B

Il disco rosso dell’Antitrust Usa spiazza l’operatore tedesco che puntava ad utilizzare gli introiti dell’operazione per sostenere le attività europee. Intanto la società di Dallas annuncia azioni legali

01 Set 2011

Deutsche Telekom non ha un piano B per la fusione da 90 miliardi di
dollari tra T-Mobile e At&t, bloccata dall’Antitrust perché
danneggerebbe i consumatori. Il Dipartimento di Giustizia, a cui fa
capo l’Antitrust, ha sottolineato che “l'operazione
diminuisce sostanzialmente la concorrenza per i servizi di
telecomunicazioni mobili wireless negli Stati Uniti, con
conseguente aumento dei prezzi, servizi di qualità inferiore, meno
scelte e un minor numero di prodotti innovativi per i milioni di
consumatori americani che si affidano a servizi di mobile
wireless".

Secondo Bloomberg, Deutsche Telekom "non potrà mai ottenere
un buon affare" dalla fusione con At&t anche se l’operatore
è stato valutato fino a 7 miliardi di dollari. La società di
Dallas ha infatti faticato a reggere la concorrenza, situazione che
lo ha resa molto meno “attraente”: alcuni analisti sono
arrivati addirittura a definirla “merce danneggiata”.

Il disco rosso dell’Antitrust avrà un impatto molto negativo
sulla strategie di DT che contava di utilizzare i proventi della
vendita di T-Mobile ad At&t per sostenere le attività europee. Il
colosso tedesco si trova dunque bloccato negli Usa, senza che
all’orizzonte si intraveda un altro potenziale acquirente.

A quanto pare At&t e T-Mobile non sono in grado di affrontare le
obiezioni dell’Antitrust tramite una negoziazione;
l’alternativa rimarrebbe quella mettere in campo una battaglia
legale lunga e costosa. In questo senso At&T ha già annunciato di
avere intenzione di “contestare vigorosamente la questione in
tribunale”.

Un’eventuale sconfitta in tribunale per At&t potrebbe, però,
rappresentare un danno non solo per la mancata acquisizione, ma
anche per le conseguenze che gli accordi già siglati tra le parti
potrebbero avere: nel caso in cui la divisione statunitense di
T-Mobile non dovesse essere acquisita, infatti, At&t si troverebbe
costretta a dover versare 3 miliardi cash al gruppo tedesco
Deutsche Telekom cui T-Mobile fa riferimento e ad offrire servizi e
banda a quest’ultima per un totale di 7 miliardi di dollari.

Ma dietro la decisione del Dipartimento di Giustizia ci sarebbe
anche una motivazione di tipo politico. Secondo il Financial Times
la sentenza è linea con la strategia dell’amministrazione Obama
che, puntando a creare nuovi posti di lavoro e tutelare quelli già
esistenti, non vedrebbe di buon occhio un’operazione che invece
potrebbe tagliarli.

L'acquisizione, annunciata lo scorso marzo, aveva già
incontrato l'opposizione delle associazioni di consumatori e di
Sprint Nextel, terzo operatore americano. Non è la prima
operazione che l'amministrazione Obama cerca di fermare per
possibili violazioni della legge sulla concorrenza: è già
successo per la proposta di acquisizione di Omx Group per Nyse
Euronext.

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