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Fusione Vimpelcom-Wind Telecom, Telenor verso la resa

I norvegesi in difficoltà nella raccolta delle deleghe in vista dell’assemblea dei soci del 17 marzo. Arbitrato internazionale possibile ma soltanto dopo il voto che sancirà il deal

11 Mar 2011

Sull’agognato matrimonio russo-egiziano tra Wind e Vimpelcom
sembrano ridimensionarsi anche gli ultimi ostacoli. Telenor,
l’agguerrito “padre della sposa” che fin da subito si è
opposto alla mega-fusione tra Wind Telecom, l’impero del magnate
Naguib Sawiris, e la compagnia moscovita di tlc, si appresta ad
alzare bandiera bianca. Lo scrive Il Sole 24 Ore.

Telenor, il socio norvegese di Vimpelcom, le ha provate tutte per
mandare all’aria il matrimonio, ma ogni volta il tentativo è
andato a vuoto. L'ultima mossa fallita è stata quella di
impugnare tutto davanti al giudice (il Tribunale di Londra ha
rigettato la richiesta). Rimane la spada di Damocle
dell’arbitrato internazionale, cui Telenor ha minacciato di
ricorrere, “ma sembra un’arma spuntata perché in ogni caso non
riuscirebbe a bloccare il voto di settimana prossima".

Ormai, in prossimità dell’appuntamento del 17 marzo, quando
l’assemblea dei soci in televoto si esprimerà sul deal, gli
stessi soci di minoranza sembrano dare per scontata una sconfitta.
Telenor è in difficoltà nella raccolta delle deleghe in vista
dell'appuntamento clou del 17 marzo. Il socio di maggioranza
Altimo (la holding russa dell’oligarca Mikhail Fridman) e Wind
Telecom (la holding di Sawiris che sarà interamente conferita
dentro Vimpelcom) sono in netto vantaggio su Telenor.

La fusione, che vale 6,5 miliardi di dollari, darebbe vita al
quinto operatore e Sawiris in cambio del suo gruppo otterrebbe il
40% del nuovo gruppo, ma con diritto di voto limitati al 30%.

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