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Galateri: “Il Cipe sblocchi almeno una parte degli 800 mln”

Il delegato di Confindustria per la banda larga ricorda che gli investimenti in Tlc sono anticiclici.  “Per ogni euro investito si sviluppa 1,45 euro di Pil”

23 Nov 2009

“E’ importante che il prossimo Cipe sblocchi i finanziamenti
previsti per il superamento del digital divide”. Gabriele
Galateri di Genola, delegato Confindustria per le comunicazioni e
lo sviluppo della banda larga sottolinea, ancora una volta, la
necessità di dare il via libera ai finanziamenti del piano Romani
parlando ad un convegno a Udine sulla banda larga. “Il problema
è stato posto in maniera molto attiva. Sento indicazioni da parte
di alcuni ministri che al prossimo Cipe potrebbe cominciare a
passare qualche pezzo di questo progetto – ha proseguito Galateri
-. Tutto ciò mi fa ben sperare che il tema venga affrontato, sia
pure con i tempi e con i modi che sono condizionati dalla
situazione economica del Paese”.

In questo contesto “il Comitato potrebbe cominciare con lo
stanziare qualche tranche inferiore. Al di là del fatto che siano
o meno disponibili tutti questi fondi, è importante partire
perché in questo modo si attiverebbe un percorso virtuoso a cui
partecipano non soltanto il pubblico ma anche il privato, le
Regioni e gli enti locali – ha precisato -. Tutte componenti
fondamentali del progetto”.
Progetto che permetterebbe di transitare dal digital divide alla
digital prosperity. “Il Paese deve capire che la diffusione e
l' utilizzo delle tecnologie informatiche sono una risorsa che
può e deve generare ricchezza – ha poi sottolineato -. Bisogna
ricordare che per ogni euro investito nel settore Tlc si sviluppa
1,45 euro di Pil. Si tratta del miglior indicatore possibile per
lasciar comprendere la forza dirompente dell' investimento in
Tlc in termini di capacità di produrre ricchezza non solo per una
nazione, ma anche per le singole imprese”.

Galateri ha inoltre elencato i vantaggi di alcuni servizi che
verrebbero a svilupparsi un contesto infrastrutturale
all’avanguardia, come il miliardo di euro risparmiato ogni anno
con l’adozione del Fascicolo sanitario elettronico (Fse) da parte
del Servizio sanitario nazionale. “Non siamo i soli ad aver
percepito la rilevanza delle Tcl per l'economia – ha
ricordato il delegato -. L' amministrazione Obama, ad esempio,
ha stanziato 7,2 miliardi dollari, da spendere entro settembre
2010, per un primo intervento per eliminare il digital divide e ben
22 miliardi di dollari per l' la modernizzazione delle reti e
dei sistemi informativi della Sanità”.

Il convegno è stato anche occasione per fare il punto sul progetto
di Confindustria per l'Innovazione digitale che è entrato
nella seconda fase, quella degli incontri con le realtà produttive
sui territori. “Confindustria ha effettuato una disamina molto
attenta di queste problematiche e ha prodotto un documento che fa
il quadro delle necessità e delle opportunità del Paese – ha
concluso Galateri -. Proprio per questo siamo ora sul territorio,
per la seconda fase del progetto che punta a creare una cultura
digitale stimolando le aziende, soprattutto le medie e piccole, a
conoscere i vantaggi, le economicità e le ricadute positive
dell' utilizzo della banda larga e delle applicazioni ad essa
collegate”.

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