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Galateri: “Ngn, cooperazione pubblico-privato dove non c’è mercato”

Il presidente di Telecom Italia torna sul piano Ngn e conferma l’intenzione dell’azienda di procedere con la propria roadmap per cablare le principali città. “Disponibili a condividere le infrastrutture nelle zone grigie ma in quelle a bassa redditività serve il sostegno pubblico”

12 Ott 2010

Per la banda larga "nelle principali città intendiamo operare
in maniera diretta come Telecom Italia, nelle città più piccole e
nelle zone cosiddette grigie siamo disponibili a condividere le
infrastrutture. Nelle aree bianche, dove non c'è mercato, ci
vuole una collaborazione con il pubblico". Lo ha dichiarato il
presidente di Telecom Italia, Gabriele Galateri di Genola, a
margine della presentazione del servizio di teleassistenza
domiciliare MyDoctor@Home a Torino, esponendo nuovamente il piano
del gruppo di tlc per lo sviluppo della banda larga in Italia.

"Sui progetti infrastrutturali abbiamo dichiarato le cose in
maniera molto chiara", ha continuato Galateri, aggiungendo
"di condividere la visione del presidente di Agcom Corrado
Calabrò che vuole andare avanti". Infine, ha proseguito il
presidente di Telecom Italia: "Mi sembra molto positivo che si
parli di banda larga", sottolineando che parlarne è
importante "perché noi sappiamo che c'è un problema in
Italia anche di cultura digitale", mentre "più si parla
del digitale e delle sue applicazioni e più anche la popolazione
si abitua al concetto che ci sono strumenti che possono veramente
servire a migliorare la qualità della vita e a rendere più
efficaci la Pubblica amministrazione, le imprese e tutta la
società". Il presidente di Telecom Italia ha ricordato,
inoltre, che c'è il "progetto di portare la banda larga
in un milione e 300mila abitazioni entro il 2012, in 2 milioni e
mezzo di case entro il 2013 e poi entro il 2018 porteremo la banda
larga a oltre 100 mega a metà della popolazione" italiana.

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