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Galateri: “Operazione Vivo non ci preoccupa”

Il presidente di Telecom Italia non concorda con Fossati: “L’offerta di Telefonica per l’acquisizione dell’operatore mobile conferma l’importanza del mercato brasiliano e la validità della strategia di TI”. Intanto Standard & Poor’s ha messo sotto sorveglianza il debito della spagnola

08 Giu 2010

L'offerta di Telefonica per l'acquisizione di Vivo non
presenta problemi per Telecom Italia: questa in sintesi la
posizione espressa dal presidente di TI Gabriele Galateri
di Genola
a margine dell'inaugurazione della nuova
sede della Banca popolare di Vicenza a Milano. Posizione nettamente
in contrasto con quella di Marco Fossati,
azionista di TI con il 5% di quota, il quale nei giorni scorsi ha

invocato l'uscita di scena
di Telefonica da Telco (la
holding che controlla il 22,5% di Telecom Italia) per evitare
conflitti di interesse con Tim Brasil in caso l'operazione Vivo
andasse in porto.

Sulla posizione di Fossati il presidente di Telecom ha preferito
non esprimersi. Ma è evidente il disaccordo con Fossati se si
considera che per Galateri l'interesse di Telefonica per Vivo
"piuttosto dimostra che il Brasile è un paese estremamente
importante e conferma la validità della nostra strategia di
sviluppare la nostra presenza in maniera piuttosto
brillante". 

"Non commento i commenti degli azionisti", è la
posizione di a dire l'amministratore delegato di Intesa
Sanpaolo (che ha una partecipazione in Telco) , Corrado
Passera
, riferendosi alle esternazioni di Fossati.
"In Telecom siamo vari azionisti. Se dobbiamo parlare,
parliamo insieme".

Intanto Standard & Poor's ha messo sotto
sorveglianza, con implicazioni negative, il debito di lungo temine
di Telefonica. "Se Portugal Telecom accettasse l'offerta
da 6,5 miliardi di Telefonica per Brasilcel (la holding che
controlla Vivo e di cui Portugal Telecom e Telefonica detengono il
50% ciascuno), pensiamo che l'indebitamento di Telefonica
potrebbe aumentare significativamente".

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