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Geolocalizzazione, l’ammissione di Google: “Informazioni di grande valore”

L’email di un manager di BigG, resa nota oggi, getta nuova luce sulla raccolta di dati. L’azienda  definisce “di cruciale importanza” per il business le informazioni sulla localizzazione degli utenti

02 Mag 2011

La raccolta di informazioni sulla posizione di milioni di utenti
dispositivi mobili e personal computer è "estremamente
importante" per le attività future della società. Lo ha
scritto in una e-mail un product manager di Google lo scorso anno.
La notizia, riportata dal Wall Street Journal, getta benzina sul
fuoco delle polemiche su Google ed Apple, accusate di conservare i
dati degli utenti che usano dispositivi mobili.

Secondo il manager queste informazioni sono “fondamentali”
perché un numero sempre crescente di applicazioni funzioni il più
correttamente possibile sia su Web sia in modalità mobile e
perché si possa migliorare il servizio di advertising mobile.
Come noto, sia Google che Apple sono nel mirino di tribunali,
governi e consumatori per la presunta raccolta di dati, volontaria
o accidentale che sia, tramite i loro smartphone. Entrambe le
aziende hanno acconsentito a partecipare a un’udienza davanti al
Senato americano il prossimo 10 maggio in cui si parlerà della
privacy dei consumatori sui device mobili.

Intanto due utenti di cellulari Android hanno fatto causa a Big G
sostenendo che i loro telefoni hanno registrato e conservato a loro
insaputa i dati relativi ai loro spostamenti. I due utenti sono
cittadini americani residenti nella contea di Oakland nello Stato
del Michigan: nella causa presentata il 27 aprile presso la corte
federale di Detroit affermano che i loro cellulari Htc Inspire 4G,
che usano il sistema operativo Google Android, seguono e registrano
i loro spostamenti “proprio come un tracking device per usare il
quale però sarebbe necessario un mandato del tribunale”.

L’obiettivo dell’accusa è dare voce ad altri utenti di
cellulari Android e trasformare la causa in una class-action.
Intanto i due utenti americani chiedono almeno 50 milioni di
dollari di danni e un ordine della corte che ingiunga a Google di
smettere di registrare i movimenti di chi usa i suoi prodotti.