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Google chiude Buzz, nel futuro Plus e l’anti-iTunes

Il motore si libera delle attività non “strategiche” per concentrarsi sui servizi dotati di maggior potenziale di crescita. Addio anche a Code Search, Jaiku e ai siti Boutiques.com e Like.com

17 Ott 2011

Google si libera delle attività non strategiche e si concentra sui
business da cui si aspetta la massima spinta alla crescita:
l’azienda ha annunciato la chiusura di una serie di servizi e
l’intenzione di concentrarsi invece su quelli di maggior
successo. Il primo ad essere dismesso, nel giro di poche settimane,
sarà Buzz, sorta di social network, ma che ora è del tutto
superato dal nuovo servizio Google Plus, che in pochi mesi ha
attratto 40 milioni di utenti.

Proprio perché si concentrano ormai su Plus tutte le proposte
social di Google, l’azienda rimuoverà anche le caratterisiche
sociali dal servizio iGoogle a partire dal 2012. “Cambiare il
mondo implica focalizzazione sul futuro ed onestà con il
passato“, ha dichiarato il Ceo Larry Page.

Sempre dal prossimo anno, Google chiuderà Code Search e la
relativa Api, che aiutava a cercare codice open source sul web. A
gennaio Google metterà lo stop anche a Jaiku, un prodotto
acquistato nel 2007 che permetteva agli utenti di mandare
aggiornamenti agli amici. Infine, è stato già chiuso il sito di
Google Labs e, come annunciato già da tempo, i siti Boutiques.com
e Like.com saranno sostituiti da Google Product Search.

Si tratta di uno snellimento necessario per Big G, che vuole essere
più efficace nel muovere concorrenza a Facebook con Google Plus e
anche ad Apple, se è vero, come svelano alcune voci, che
l’azienda guidata da Page sta lavorando allo sviluppo di un nuovo
store musicale, pronto a lanciare la sfida ad iTunes.

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