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Google si affida al guru Medin per accelelare il progetto fibra

L’ingegnere della Silicon Valley, fra i “padri” di Internet, è il nuovo vice presidente della divisione Access Services: a lui il compito di  gestire la squadra impegnata nella progettazione e realizzazione del network a banda ultralarga e di tenere a battesimo il trial che sarà avviato a inizio 2011

16 Dic 2010

Google ha assunto un vero guru del networking, Milo Medin,
ingegnere della Silicon Valley che ha lavorato ai primi sistemi da
cui è nato l’attuale Internet, per accelerare la realizzazione
della sua rete sperimentale in fibra ottica. Medin occuperà la
posizione di vice president of access services col compito di
gestire il Google Fiber team e di supervisionare “la costruzione
del network ultra-veloce", come dichiarato ufficialmente da
Mountain View.

A inizio anno Google ha annunciato il progetto di costruire una
rete in fibra in alcune località selezionate negli Stati Uniti,
con velocità di connessione a Internet 100 volte maggiore delle
tecnologie attuali. Medin ha fatto sapere in concomitanza con la
sua nomina che Google renderà presto note quali comunità sono
state scelte per il trial che sarà avviato a inizio 2011.

Medin è stato uno dei fondatori di At Home Corp., il fornitore di
accesso a Internet che si fuse con il portale Excite dando vita a
un sensazionale quanto effimero successo, quello di Excite@Home, ai
tempi della bolla delle dot com. Più di recente, Medin ha
trascorso alcuni anni alla guida di M2Z Networks, un’ambiziosa
start-up (voleva fornire accesso alla banda larga wireless gratis a
tutti gli Stati Uniti) sostenuta da società di venture capital
come Kleiner Perkins Caufield & Byers. 
Il socio di
 Kleiner
Perkins, John Doerr, è stato tra i primi investitori di Google e
oggi siede nel cda dell’azienda.

Come top executive di Google, Medin potrà lavorare col sostegno di
un’azienda finanziariamente molto dotata e interessata ad
espandere le opzioni per portare l’accesso Internet agli utenti.
Oltre alla rete in fibra, altre iniziative di Google che mirano a
estendere l’utilizzo di Internet – con la conseguente
esposizione alla pubblicità e ai servizi di Mountain View –
includono una lobby presso la Fcc per assegnare a Internet i
cosiddetti “spazi bianchi”, porzioni di spettro liberate dalle
emittenti tv.