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Ict, Parisi: “Ecco il nostro piano per l’Italia digitale”

Switch off della carta nella PA, smart city e fibra nei distretti industriali: queste le misure indicate da Confindustria Digitale che si propone come partner del governo Monti

13 Dic 2011

Un piano d’azione per sostenere la crescita del Paese. E’ la
strategia che Confindustria Digitale propone al Governo e alle
Regioni per raggiungere entro il 2013 gli obiettivi dell’Agenda
Digitale europea. “Confindustria Digitale si propone come partner
del Governo e delle Regioni per promuovere in Italia l’economia
digitale, passaggio fondamentale affinché il Paese riprenda la via
della crescita e dello sviluppo – spiega il presidente
dell’associazione, Stefano Parisi – Al percorso per raggiungere
entro il 2013 l’ equilibrio di bilancio va, perciò, affiancato
un piano d’azione che entro 24 mesi traduca in misure concrete
l’Agenda digitale, portando l’Italia in linea con gli obiettivi
dell’Unione Europea”.

Il piano dovrà accelerare lo switch off delle funzioni pubbliche
dalla carta al web completando il programma e-Gov 2012 e puntare
sull’e-commerce per far crescere le capacità competitive delle
imprese del Made in Italy. In questo contesto fondamentale è la
promozione promuovere del venture capital e delle start up nel
campo dell’innovazione digitale.

Secondo Confindistria Digitale, inoltre, è necessario definire un
efficace quadro regolatorio e normativo, principalmente su privacy
e diritto d’autore, attuare i progetti di Smart City e coprire il
digital divide nei distretti industriali con la fibra ottica e
nelle aree residenziali con l’Lte.

“Confindustria Digitale è direttamente coinvolta nella
definizione e realizzazione del piano e nei prossimi giorni ci
proponiamo di incontrare il Governo per illustrare le nostre
proposte e le iniziative che intendiamo intraprendere – conclude
Parisi – Non andremo a chiedere soldi pubblici, ma a proporci come
soggetti attivi del grande cambiamento che l’Ict può indurre nel
Paese e a offrire tutta la nostra collaborazione affinché lo
sviluppo del digitale diventi una priorità anche del programma di
governo, investendo le istituzioni centrali e quelle locali fino al
più piccolo dei comuni italiani”.

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