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Il futuro di 3 legato alle tariffe di terminazione. Novari: “A rischio il break even”

L’Ad fa il punto sui conti e le prospettive future: “Il 2010 un anno decisivo, ma se il Consiglio di Stato taglierà gli introiti resteremo in rosso”

14 Gen 2011

"Il 2010 un anno decisivo, il limes che potrà segnare lo
spartiacque ultimo tra il buio e la luce". Lo dice, in
un’intervista al Sole 24 Ore, l’amministratore delegato di 3
Italia, Vincenzo Novari, spiegando che "siamo molto
vicini" all’obiettivo del pareggio di bilancio, ma "se
dovessimo mancare questo risultato sarebbe un dramma per la nostra
azienda".

L’incertezza sul raggiungimento del target, spiega Novari, è
legata alla "decisione definitiva del Consiglio di Stato che
dovrà valutare se mantenere le nostre tariffe di terminazione,
cioè gli introiti riconosciuti all’operatore sul quale termina
una chiamata, a quota 11 centesimi, o farle scendere a 9 cent e
quindi arrivare come previsto a quota 4,5 cent nel 2012".

In caso di sconfitta, prosegue l’amministratore delegato, si
parla di "circa 40 milioni di euro" di ricavi che
"dovremmo ridistribuire agli operatori concorrenti", quei
40 milioni che "segnano la differenza fra il buio e la
speranza".

Novari affronta poi il tema della gara sulle frequenze. "Di
frequenze ne hanno bisogno tutti – dice – perché é impensabile
passare all’Lte, la quarta generazione di telefonia mobile, senza
una dotazione frequenziale importante e contigua. Serve però
accelerare la gara, che dovrebbe tenersi in primavera, e
soprattutto abbassare le stime previste dallo Stato per l’incasso
della gara", perche’ "i 2,4 miliardi messi a conto
economico dallo Stato sono decisamente eccessivi", mentre
"la metà, quindi 1,2 miliardi, sarebbe una cifra equa".