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Il j’accuse di Galateri: fondi del piano Romani, neanche l’ombra

“Priorità troppo bassa agli investimenti in Ict” dice il presidente di Telecom Italia e delegato Confindustria per comunicazioni e sviluppo a banda larga

28 Set 2009

Le risorse stanziate dal piano Caio-Romani? Sul loro arrivo ci
sono "indicazioni frequenti che prima o poi ci saranno, ma
allo stato non c’è nulla”. Lo dice Gabriele Galateri di
Genola, presidente Telecom Italia e delegato Confindustria per
comunicazioni e sviluppo a banda larga, al margine del convegno
milanese sul Rapporto Italia Digitale. Quelle risorse, dice
Galateri, sono "indispensabili per lanciare il programma di
full digital economy nel paese" considerato che "gli
investimenti in Ict sono inequivocabilmente la chiave per
l'aumento di competitività del Paese".  

Eppure secondo Galateri "non ritrovo nelle recenti decisioni
del Governo la stessa determinazione a investire sugli strumenti
digitali, la banda larga e i servizi online". Secondo il
presidente di TI è un "problema di precedenze e alle
tecnologie dell'informatica delle telecomunicazioni viene
"attualmente assegnata una priorità troppo bassa in
relazione al contributo che possono fornire alla ripresa
dell'economia". Nonostante il fatto che "quando
parlo con il ministro Brunetta o con il vice ministro Romani
riscontro in loro grande consapevolezza di questa
situazione".

"I dati dell'Osservatorio Italia Digitale 2.0 confermano
nuovamente che il Paese si trova costantemente di fronte a un
problema di bassa competitività – dice Galateri -: la modesta
crescita della produttività denota un insufficiente utilizzo
delle tecnologie digitali, le uniche in grado di fornire un
impulso di efficienza significativo visibile già nel breve
termine", ha dichiarato Galateri. Il presidente di Telecom
Italia ha sottolineato di non chiedere di "tagliare le
risorse degli ammortizzatori sociali né di scambiare la
riduzione del Digital Divide con i bacini per gli studenti nelle
nostre scuole", ma di essere "tutti ben consci della
difficile situazione del Paese".  Galateri ricorda che
“autorevoli studi internazionali (Ocse) hanno stimato che ogni
euro di investimento realizzato nel settore Ict genera un
incremento sul Pil nazionale pari a 1,45 euro. Dubito che possa
esistere un altro settore economico in grado di conseguire una
performance migliore".

A margine del convegno Galateri è intervenuto sulle
indiscrezioni riguardo una fusione Telecom Italia-Poste Italiane.
“Non ne ho mai sentito parlare” è stato il secco commento.
Secondo alcuni osservatori si tratta di indiscrezioni
incrementate dall'avvicinarsi della scadenza per il rinnovo
di Telco, la holding di controllo del gruppo Tlc.

Sempre parlando a margine del convegno milanese sui "Servizi
innovativi per il rilancio dell'economia", Galateri ha
anche detto che le sinergie con Telefonica "vanno sfruttate
fino in fondo. Telefonica è attualmente il nostro partner
industriale, le sinergie si stanno sviluppando e mi auguro si
possano sviluppare ulteriormente", ha sottolineato
ricordando che il piano industriale è stato realizzato su base
triennale.

"Gli azionisti Telecom talia mi sembrano collaborativi e
costruttivi e mi auguro che i rapporti tra gli stessi possano
proseguire con la stessa efficacia pur all'interno di una
dialettica costruttivi", ha detto e, concludendo sul rinnovo
del patto ha precisato: "Non prevedo e non posso prevedere
nulla", in quanto non azionista della società.