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Il Portogallo a caccia di liquidità: spunta il “tesoretto” Lte

Il governo punta a incassare già quest’anno 200 mln di euro dall’assegnazione delle frequenze per la 4G mobile da utilizzare anche per il rinnovo della rete di comunicazioni

18 Feb 2011

Il governo portoghese è a corto di liquidi e avrebbe bisogno di
vendere le licenze di telefonia mobile di quarta generazione per
raccogliere 200 milioni di euro nel 2011, contribuendo al tempo
stesso a rinnovare la rete di comunicazione del Paese. A
dichiararlo è Xavier Rodriguez-Marin, Ceo della compagnia
telefonica portoghese Oni Telecom, attiva nel mercato della
telefonia fissa ma desiderosa di entrare in quello molto
profittevole delle comunicazioni mobili. 
 


Il piano finanziario di Lisbona per l’anno in corso già contiene
le entrate previste dalla vendita delle licenze 4G, secondo
Rodriguez-Marin. "Si tratta di una cifra significativa in un
momento in cui ogni euro conta", afferma il Ceo di Oni.
“L’asta potrebbe portare all’ingresso in Portogallo di grandi
gruppi internazionali della telefonia”.

Il Portogallo ha già tre grandi operatori mobili attivi: Portugal
Telecom, l'unità locale della britannica Vodafone e Optimus di
Sonaecom, che forniscono i servizi di telefonia di terza
generazione, comprese le connessioni mobili ad Internet ad alta
velocità. Ci sono poi diversi piccoli operatori di rete mobile
virtuali. 
 


La spinta verso l’aggiornamento al 4G deriva per il Portogallo,
come per gli altri Paesi europei, non solo dalla prospettiva di
migliorare la velocità della rete, ma anche dai proventi attesi
dalla vendita delle licenze 4G, in un momento in cui i mercati
globali puntano gli occhi sulle iniziative dei governi volte a
ridurre i vasti deficit di bilancio. 
 


La vendita delle licenze 4G in Germania lo scorso anno ha generato
per il governo 4,38 miliardi di euro di entrate. Nei Paesi più
piccoli, le recenti aste hanno fruttato molto meno, dai 300 milioni
di dollari della Svezia ai 2,6 milioni di euro dei Paesi Bassi,
secondo le stime di CitySavvy. Il Portogallo, tuttavia, si trova in
una posizione finanziaria più precaria rispetto ad altre nazioni e
il governo è sotto pressione, visto che il deficiti di bilancio è
previsto intorno al 7% del prodotto interno lordo nel 2010,
nonostante diversi tentativi di tagliare i costi. Dalla sua, il
Portogallo ha anche uno dei mercati europei della telefonia più
redditizi, con una penetrazione dei cellulari molto al di sopra
della media europea, per cui la sua asta 4G potrebbe attrarre nuovi
operatori nel Paese.

Il portavoce 
del ministro portoghese dei Lavori pubblici, che
probabilmente gestirà la vendita delle licenze 4G, non ha
confermato se il governo intende indire l’asta già quest’anno,
né se il guadagno previsto da Oni coincide con le stime
preventivate da Lisbona. Rodriguez-Marin ha però detto che Oni
Telecom vorrebbe partecipare all’asta 4G come junior partner
insieme ad almeno un’altra azienda: Oni, controllata da un fondo
di private equity americano, The Riverside Company, è infatti un
piccolo player, con 6 milioni di utili e 136 milioni di fatturato.