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Il telemarketing alla prova della privacy

Il Garante preoccupato per gli effetti sui consumatori. Ma l’Istituto italiano per la Privacy guarda ai vantaggi per le imprese: “Le nuove norme semplificano gli adempimenti. Massima tutela per i cittadini: multe salate per le aziende che non rispetteranno le regole”.

20 Nov 2009

"Suscita molta perplessità l'istituzione di un registro
pubblico al quale devono iscriversi quanti non vogliono essere
disturbati da telefonate pubblicitarie o commerciali, caricando
così i cittadini di incombenze e problemi". Con queste parole
il Garante per la Privacy commenta le nuove norme in materia di
telemarketing introdotte dal decreto Ronchi approvato ieri in via
definitiva dalla Camera.

"Si rischia di causare ulteriori molestie ad abbonati e
utenti, che, almeno fino a quando non sarà istituito il registro,
si vedranno di nuovo massicciamente contattare da aziende, gestori
telefonici, società di servizi con le offerte più
diverse".

Non concorda l'avvocato Diego Fulco, direttore
dell'Istituto Italiano per la Privacy: "Non facciamoci
condizionare dagli allarmismi circolati in questi giorni: nessun
consumatore sarà costretto a subire telefonate promozionali, se
non le desidera".
"Le nuove norme sul telemarketing – sottolinea Fulco –
avvicinano il nostro sistema a quello anglosassone, semplificando
gli adempimenti a carico delle imprese e stimolando la
concorrenza". I timori espressi dal Garante della Privacy –
secondo cui il nuovo sistema, che introduce la creazione di un
registro a cui i cittadini dovranno iscriversi per rifiutarsi di
ricevere telefonate a fini promozionali, caricherebbe propri i
cittadini di incombenze e problemi – sarebbero dunque infondati. Lo
stesso Garante fra l'altro si è riservato di verificare il
corretto funzionamento del registro prima di giungere a
conclusioni.

Secondo l'avvocato Fulco il registro è un'arma di garanzia
per i consumatori: "Le aziende intenzionate a fare
telemarketing, dovranno consultare il registro, lasciando traccia
automatica di questa consultazione; quelle che ometteranno di
consultare o che telefoneranno a persone contrarie, pagheranno
multe salate".

"Si metterà fine ad una situazione confusa e contraddittoria,
quale quella sperimentata negli ultimi anni: l'obbligo del
consenso dell'utente per le telefonate commerciali veniva
spesso aggirato, quando non disatteso", commenta il deputato
del Pdl Benedetto Della Vedova. "L'istituzione del
registro pubblico permetterà di superare definitivamente le zone
d'ombra. E' auspicabile che il Governo, fin dalle prossime
settimane, s'impegni ad informare i consumatori su come
potranno esercitare il loro diritto alla privacy. Allo stesso tempo
è bene che l'istituzione del registro avvenga nel più breve
tempo possibile, proprio per ridurre al minimo i disagi che
potrebbero derivare dal regime provvisorio".